Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Centro / Via Salvatore Trinchese

Esce dal carcere e se ne va in centro con i complici: ruba cellulare, inseguito dai cittadini

Un 30enne arrestato dalla polizia, in città. Ricercati gli altri componenti della banda

L'isolato in cui è avvenuto l'inseguimento

LECCE - Appena uscito dalla cella, torna a delinquere. E’ accaduto ieri, in via Trinchese, in pieno centro cittadino.  La commessa di un negozio di telefonia ha allertato le forze dell’ordine per segnalare il furto di uno smartphone. Agli agenti di polizia delle volanti ha indicato un ragazzo come responsabile. Quest’ultimo è stato fermato dai passanti, attirati dalle urla della commerciante. Identificato dal personale della questura, un30enne di nazionalità georgiana in compagnia di una donna, è risultato con diversi precedenti per reati contro il patrimonio alle spalle.

Secondo la ricostruzione, anche grazie all’ascolto dei testimoni,  altri due complici rimasti al momento sconosciuti, entrati a distanza di pochi minuti uno dall’altro nel negozio, avrebbero dato uno sguardo in giro, parlottando qualcosa nella loro lingua. Successivamente, uno di loro avrebbe distratto la commessa con delle domande, mentre gli altri due, dopo aver forzato il sistema di protezione antifurto del telefonino, danneggiandolo sui lati e sulla parte posteriore, hanno asportato il telefono del costo di oltre 700 euro.

Il 30enne, intanto, poi fermato, ha finto inizialmente di non c’entrare nulla col furto avvenuto poco prima nel negozio di telefonia. Ma i cittadini che hanno assistito alla scena, sono stati in grado di bloccare anche gli altri due componenti della banda. I due hanno restituito il cellulare, ma sono poi riusciti a fuggire per le vie del centro. L’arrestato, scarcerato da pochi giorni, è stato nuovamente arrestato per tentato furto aggravato in concorso con i due ricercati. Al momento del fermo, il 30enne ha peraltro esibito ai poliziotti una  istanza di richiesta di permesso di soggiorno: da successivi accertamenti. È risultata archiviata dalla questura di Bari su richiesta dello stesso cittadino straniero. Non aveva, dunque, nessuna validità ed è stata esibita impropriamente per trarre in inganno gli agenti. L’arrestato, di fatto, era anche irregolare sul territorio dello Stato.

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