Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Centro / Corso Vittorio Emanuele III

Per giorni fa “shopping” nei negozi di lusso del centro. Fermata una turista inglese

Nella sua camera d'albergo rinvenuta la refurtiva arraffata in almeno cinque attività. Sono stati gli stessi commercianti a seguirla, dopo l'ennesima "visita" in un laboratorio orafo

Corso Vittorio Emanuele, a Lecce.

LECCE - Shopping compulsivo nei negozi di lusso del centro di Lecce. "Ddimenticando”, però, di passare anche dalla cassa. Una donna 42enne di origini iraniane ma residente a  Londra, Aida Valentina Armani, è stata incastrata dal suo amore per il buon gusto “Made in Italy”: è finita in manette nel pomeriggio di ieri. Alloggiava in un noto hotel all’ingresso della città, assieme al proprio figlio: in camera, oltre al biglietto aereo già pronto per la partenza, anche la refurtiva trafugata in diversi negozi del centro storico, tutti concentrati nella zona di Corso Vittorio Emanuele, a pochi passi dal duomo.

Si parla di almeno cinque attività commerciali, tra le quali “Principe”, “Barocco” , “Daytona” , "De Lucia" e il vicino laboratorio orafo "4uattro design store". E’ stata proprio l’ennesima visita in gioielleria, nel pomeriggio di ieri, a mettere fine a quella misteriosa razzia, avviata almeno cinque giorni addietro, e che i commercianti non riuscivano a spiegarsi. Davanti a un altro ammanco di merce dal proprio laboratorio, una dei quattro titolari della rivendita di monili, che aveva memorizzato il volto della donna - vista aggirarsi spesso nel locale senza che avesse comprato nulla – ha lanciato l’allarme.

Tutto parte dalla prima, misteriosa "sparizione" di un anello pregiato. Il giorno dopo è la volta di altri preziosi simili, a cui si aggiungono anche monili. E poi persino felpe per bambino (prelevate da un corner allestito all'interno dell'oreficeria) e pantaloni. Insomma, un viavai continuo da parte della donna, passato inosservato. Le vittime dei furti messi a segno ancora non riescono a spiegarsi come l'autrice abbia potuto agire con tanta agilità.

Tornando al pomeriggio di ieri, ultima "tappa" della vicenda. Una delle socie del laboratorio ha dunque tenuto sotto osservazione i movimenti di quella turista sospetta, accompagnata dal figlio che l’attendeva all’esterno, ignaro di tutto. Ha chiesto la collaborazione degli altri esercenti e, tutti assieme, l'hanno pedinata fino allo slargo della Chiesa di Sant'Irene. 

IMAG2514_1-3Intanto, sono giunti i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lecce. La donna è stata identificata e invitata ad aprire sia la propria borsa a tracolla, sia lo zaino. All'interno sono spuntati vestiti, anelli e altri beni rubati poco prima. I commercianti erano increduli. Alcuni di loro, accorsi per fornire aiuto, non si erano  neppure  accorti di essere stati derubati. La reazione della donna, la quale ha chiesto un interpete per comunicare con i militari dell'Arma, è stata risentita: avrebbe infatti mostrato sdegno per quella perquisizione, dichiarando come propri i capi di abbigliamento trovati nelle due borse.

A quel punto, è stata raggiunto anche l'hotel che la ospita. E’ scattata una perquisizione all’interno della camera, nella quale sono stati ritrovati capi d’abbigliamento e accessori, come borse e collane, alcuni dei quali dotati ancora di etichetta e placchette antitaccheggio. Nei suoi confronti è scattato l’arresto e il trasferimento in carcere. 

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