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Foto di repertorio.

Foto di repertorio.

Sfuggito all’arresto, trovato all’interno di una masseria: termina la latitanza di Notaro

Il 61enne del Nord Salento, personaggio di spicco della Sacra corona unita, è stato rintracciato nel primo pomeriggio di oggi a Melendugno

MELEDNDUGNO – Finiscono due mesi di latitanza. Sfuggito alla cattura lo scorso 7 gennaio, è stato rintracciato nel pomeriggio di oggi. Sergio Notaro, 61enne di Campi Salentina e personaggio di spicco della Sacra Corona Unita nel nord Salento e in particolare a Squinzano, fermato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce a seguito di un’indagine. Si era rifugiato all’interno della dépendance annessa a una masseria nelle campagne di Melendugno. 

Nei suoi confronti pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Taranto. Notaro, accusato negli anni dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione e rapina in concorso aggravata dal metodo mafioso commessi a Lecce e provincia dal 2008 al 2013, dovrà espiare la pena definitiva di 13 anni, 5 mesi e 27  giorni di reclusione.

Al termine delle formalità di rito, è stato accompagnato dai militari dell'Arma nel carcere di Borgo San Nicola su disposizione dell'autorità giudiziaria. Ma non è di certo nuovo a simili "trovate". Notaro, coinvolto nel maxi blitz ribattezzato “Vortice- Dejà-vu” - nel quale furono disposte 21 ordinanze di custodia cautelare per traffico internazionale di stupefacenti, estorsione e usura - era sfuggito anche in quell’occasione, durante gli arresti eseguiti nel novembre del 2014.

Fu infatti rintracciato una ventina di giorni dopo all'interno una villetta di Cellino San Marco, in provincia di Brindisi. Esattamente come per il nascondiglio rimediato per questa recente latitanza terminata oggi, Notaro dimostrò anche nel 2014 di poter far affidamento su una fitta rete di conoscenze e fiancheggiatori che gli offrirono protezione e omertosa complicità.NOTARO SERGIO.-3

Neppure un mese dopo dal giorno di quell’arresto (il primo dicembre del 2014), Notaro era ormai detenuto in cella quando gli fu notificato un nuovo ordine di carcerazione emesso dal gip del Tribunale di Lecce, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo salentino, nell’ambito di un’operazione condotta dall’Arma e denominata “Paco”. L’attività investigativa smantellò un gruppo dedito, fra l’altro, allo spaccio di sostanze stupefacenti, usura ed estorsione. Per alcuni, si ipotizzò anche il reato di associazione di stampo mafioso. Gli indagati, a ogni modo, furono ritenuti vicini al clan De Tommasi- Notaro.

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