Cronaca

Dall'estorsione sul set alla fuga da film: ma ora arrivano i titoli di coda

Luca Elio My di Nardò è noto per il caso riguardante la pellicola con Raoul Bova. E per un mese è sfuggito alla cattura

My e Calignano in scooter vicino alla scena del crimine.

NARDO’ – Lo cercavano ormai da più di un mese. Alla fine s’è consegnato da solo, sapendo di non poter continuare a correre in giro in lungo e in largo, sempre con il fiato sul collo delle forze dell’ordine.

Luca Elio My, 32enne di Nardò, è passato agli onori della cronaca per un tentativo d’estorsione, corredato da un furto, eseguiti insieme a un complice, Pierluigi Calignano, 27enne, ai danni della troupe cinematografica “Pepito produzioni Srl”.

Nell’estate del 2014, nel Salento si stava girando il film “Sei mai stata sulla luna?”, diretto da Paolo Genovese e con attori del calibro di Raoul Bova, Sergio Rubini e Neri Marcorè. Ai due gli investigatori del commissariato di polizia, dopo segnalazioni della stessa produzione, arrivarono in seguito a un’indagine conclusasi a dicembre dello stesso anno. Secondo le ipotesi accusatorie, avrebbero richiesto 50mila euro, compiendo anche un furto di attrezzature come monito.

Al termine del processo MY è stato in seguito condannato a tre anni e sei mesi di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Un provvedimento che è divenuto esecutivo il 9 giugno scorso. Per lui, il momento di espiare la pena. Salvo scomparire dalla scena quando gli agenti di polizia sono andati a prelevarlo. E per oltre un mese, è riuscito a non farsi catturare.

I poliziotti diretti dal vicequestore aggiunto Pantaleo Nicolì, in tutto questo tempo, l’hanno cercato in lungo e in largo. My, a quanto pare, s’è mosso piuttosto bene, riuscendo forse anche a contare su vari appoggi. Dal centro di Nardò, infatti, è pressoché sparito. Il territorio comunale, però, è vasto.

Senza titolo-1-5-8Pare quindi si sia mosso soprattutto nelle zone del litorale. Gli agenti hanno svolto vari appostamenti anche in borghese (o meglio, in short da mare, perché My si sarebbe recato persino su diverse spiagge, più che altro tratti liberi e isolati). La sua presenza sarebbe stata accertata in punti anche piuttosto distanti fra loro, come Santa Caterina e Porto Cesareo. Di recente, è stato anche quasi acciuffato, riuscendo a sfuggire per un pelo. Decidendo, così, di lasciare del tutto la Puglia. Troppo pericoloso.

Ma mantenersi in una situazione così complessa e di clandestinità, ha un costo, in termini economici e persino psicologici. Lo stress deve essere stato alto. Alla fine, ha compreso che non avrebbe potuto fare questa vita in eterno. My s’è arreso e ha preso contatto con la polizia. E’ rientrato nel Salento e ha fissato un appuntamento con gli agenti presso una stazione di servizio sulla strada statale 101 che collega Lecce a Gallipoli. Alle 10,15, i poliziotti che lo attendevano, l’hanno visto arrivare. Era a piedi. Probabilmente qualcuno l’avrà accompagnato in auto, facendolo scendere poco prima. Il giovane s’è consegnato, ormai rassegnato a trascorrere un lungo periodo in carcere.

Con un film era iniziata questa storia, come un film ora finisce: dissolvenza e titoli di coda.   

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