Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

"Ti faccio abortire", pugni e calci alla ex. Arrestato un 28enne

Un ragazzo leccese di 28 anni è finito agli arresti domiciliari con l'accusa di maltrattamento e lesioni aggravate. avrebbe molestato fisicamente per lunghi periodi la ex compagna, fino a minacciarla di provocarle l'aborto

@TM News/Infophoto

LECCE  - Non le avrebbe rivolto certamente le premure che ci si aspetterebbe da un giovane, futuro padre. Minacce di morte, offese, percosse fino a provocazioni più pesanti: quelle di farla abortire. Un calvario fatto di umiliazioni. Un percorso dell'orrore che ha dovuto subire una ragazza fino a quando ha deciso di abbandonare il convivente, esasperata dai maltrattamenti e dalla paura per i propri figli: quello nato da un precedente matrimonio, e per quello di cui era in attesa. Una soluzione che lui, non aveva di certo digerito, rincarando la dose, fino a minacciarla di provocarle un aborto. Una "promessa" che si sarebbe potuta avverare, viste le violenze fisiche che non le ha risparmiato.

Questa mattina, gli agenti di polizia della squadra mobile leccese hanno messo la parola fine a questa grottesca vicenda fatta di molestie e soprusi, arrestando Luigi Massarente, - 28enne nato a Campi Salentina, ma residente a Lecce -  con l'accusa di maltrattamenti e lesioni aggravate, eseguendo un'ordinanza emessa dal gip Ines Casciaro.

MASSARENTE LUIGI-3La relazione, iniziata nel maggio del 2010, sarebbe stata tutta un’escalation di violenze, minacce ed insulti, forse amplificati dall'uso di cocaina che faceva Massarente. Venuto a conoscenza dello stato di gravidanza della convivente, il 28enne si sarebbe presentato alle 3 del mattino e l’avrebbe costretta a salire in macchina, colpendola alla testa e ad un piede, usando il cellulare per picchiarla. Poi avrebbe minacciato anche la madre della donna, fino a quando, il 19 gennaio, l’uomo si sarebbe ripresentato sotto casa, ma questa volta la vittima ha trovato il coraggio di chiamare la polizia.

Quando la donna, il giorno successivo, si era recata in ospedale per interrompere la gravidanza, i medici notando i segni delle percosse dell’aggressione della sera precedente, avevano prodotto il referto, scoprendone uno precedente che risaliva al 5 settembre. A confermare le ripetute aggressioni anche la testimonianza di due amiche della vittima che, in ripetute occasioni, avevano assistito ai violenti litigi.

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