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Giovedì, 30 Giugno 2022
Cronaca

Finisce l'incubo degli scippi in città: incastrato il presunto autore

Fermato dalla polizia, su disposizione del gip del tribunale di Lecce Marcello Rizzo. Gli agenti delle volanti e i colleghi della squadra mobile hanno avviato una intensa attività investigativa a seguito dell'allarme sociale

LECCE -  In poco più di due settimane ha seminato il panico in città, divenendo presto l’incubo delle passanti: fermato il presunto scippatore. Una ordinanza di misura di custodia cautelare è stata infatti emessa dal gip del tribunale di Lecce Marcello Rizzo nei confronti di Mirko Fiordiso, 31enne leccese, già noto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio e anche per altri episodi legati agli  stupefacenti. Secondo l’accusa, sarebbe stato lui a mettere a segno almeno tre dei colpi denunciati presso gli uffici della questura.

La macchina investigativa messa in moto dalla squadra mobile negli ultimi giorni, sotto il coordinamento del vicequestore Pasquale Testini, ha portato il risultato: si cercava il malvivente e ora un nome. L’indagine si è basata soprattutto sulla testimonianza fornita dalle vittime degli scippi, avvenuti tra il 15 e il 16 marzo in tre punti distinti della città e del suo hinterland.

La conferenza stampa in questura

Numerosi episodi, concentrati in pochi giorni ed è scattato l’allarme sociale. Gli inquirenti hanno però utilizzato le videocamere di sorveglianza e delle attività di pedinamento per risalire all’identità dell'uomo, raggiunto dal provvedimento nelle ultime ore. Ulteriori accertamenti sono tuttora in corso per verificare il suo eventuale coinvolgimento anche negli altri fatti di cronaca registrati. Due, nello specifico, quelli che si trovano ancora sotto la lente di ingrandimento della polizia. L'interrogatorio di convalida si terrà venerdì e a difendere l'uomo ci penserà l'avvocata Renata Minafra. Intanto, è stato ristretto nel carcere di Borgo San Nicola.

L’indagine  e i controlli sul territorio

La furia del 32enne e la sua modalità violenta si sono concentrate su tre vittime, tutte donne, di età compresa fra i 40 e i 60 anni. Comincia poco prima delle 13 del 15 marzo nel territorio di Castromediano, prosegue con un secondo colpo alla periferia leccese e, infine, mette a segno un terzo scippo il pomeriggio del giorno dopo a Lequile. Gli investigatori della squadra mobile -  che assieme agli agenti del Reparto prevenzione generale coordinati dal vicequestore Elena Raggio hanno raggiunto le vittime – hanno da subito ottenuto un dettaglio importante dalle malcapitate: il responsabile viaggiava in sella a uno scooter di colore scuro, con un casco sul viso sempre di colore nero e, soprattutto, il veicolo era privo di targa.

Il video: parla il dirigente della squadra mobile

Poche ore, tramite una serie di riscontri, i poliziotti erano già a casa dell’indagato, a San Cesario di Lecce. Non soltanto nel giardino condominiale vi era lo scooter senza la placca della targa, ma in casa gli agenti hanno rinvenuto il casco e gli indumenti indossati durante i colpi perpetrati nelle ore precedenti. Caratterizzati, peraltro, da una certa violenza con cui ha strattonato e trascinato le vittime (gli sono contestate, tra le altre accuse, anche le lesioni personali provocate alle malcapitate). Colpendo non a caso delle donne, soggetti più vulnerabili, in momenti in cui la strada era deserta.

Anche per questo, di concerto con la prefettura di Lecce, la questura ha intensificato i controlli del primo trimestre dell’anno: dei 10mila effettuati, come ha spiegato il vicario del questore, il dirigente della Polizia di Stato Salvatore Barilaro, duemila hanno riguardato cittadini pregiudicati o quanto meno noti alle forze dell’ordine.

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