Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Ilva di Taranto, nuovo terremoto giudiziario. Anche Vincenzo Specchia tra gli arrestati

Anche l'attuale segretario generale di Palazzo Carafa è tra i destinatari delle quattro ordinanze di custodia cautelare, eseguite all'alba. Assieme al funzionario leccese, indagato per fatti accaduti negli anni degli incarichi presso la Provincia di Taranto, il presidente dell'ente della città ionica

@TM News/Infophoto

TARANTO –  E’ l’unico  ad aver beneficiato dei domiciliari. Vincenzo Specchia, 60 anni, nativo di Galatina, da tre anni segretario generale del Comune di Lecce, travolto dall’inchiesta sui presunti favori al colosso siderurgico di Taranto. E’ stato arrestato nell’ambito dell’operazione “Ambiente svenduto”, che ha portato i militari della guardia di finanza della città ionica ad eseguire quattro ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip Patrizia Todisco, alle prime luci di questa mattina.

I provvedimenti sono stati disposti nei confronti di altrettanti dirigenti e funzionari pubblici, travolti dall’inchiesta sulle presunte manovre illecite nella gestione della discarica interna allo stabilimento Ilva, denominata Mater Gratiae. Con l’accusa  di concussione è stato travolto dalla vicenda giudiziaria anche il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido, 61enne esponente del Partito democratico e alla guida dell’ente a partire dal 2004.

In partciolare, ai quattro arrestati, il gip ha  contestato un tentativo di concussione per costrizione nei confronti di un ex dirigente del settore Ecologia della Provincia, Luigi Romandini, invitato a firmare alcuni permessi ida concedere all'Ilva.  Un tentativo che non andò in porto dal momento che Romandini si rifiutò di firmare, nonostante alcune minacce di licenziamento. A Florido, Conserva e Archinà è contestata anche la concussione per induzione per aver costretto il successore di Romandini nello stesso ufficio, Ignazio Morrone, a sottoscrivere l'autorizzazione all'esercizio di discarica per rifiuti speciali nell'area della cava, precedentemente richiesta dall'industria.

Vincenzo Specchia, è destinatario della misura per incarichi precedenti al suo ingresso nell’amministrazione comunale leccese: ha ricoperto ruoli dirigenziali presso la Provincia di Taranto.  Dal primo giugno 2004 al 12 giugno del 2006 è stato segretario generale del Comune tarantino, per poi passare nel luglio 2006 e fino al marzo 2008, a quello di direttore dell’ente provinciale. Dal mese successivo, sino al 31 agosto del 2009, ha ricoperto anche la funzione di segretario.

Lo scorso 30 aprile era stato nominato responsabile della Prevenzione della corruzione di Palazzo Carafa sebbene la posizione a lui contestata riguardi solo ed esclusivamente fatti accaduti durante i suoi incarichi presso l’ente provinciale tarantino. Coinvolti nella vicenda giudiziaria, anche l’ex assessore provinciale all’Ambiente, Michele Conserva, e Girolamo Archinà, ex addetto alle Relazioni esterne dell’Ilva, quest'ultimo già in carcere dallo scorso 26 novembre 2012.

Gli inquilini di Palazzo Carafa, intanto,  hanno comunicato, attraverso una nota, la sospensione cautelare dal servizio nei confronti di Vincenzo Specchia, così come previsto nei casi di misure restrittive della libertà personale. “Siamo convinti che il dottor Specchia, valido e scrupoloso collaboratore di questa amministrazione,  potrà chiarire presto la sua posizione”, hanno dichiarato il primo cittadino di Lecce, Paolo Perrone, assieme agli assessori. Hanno poi aggiunto: "Il sindaco, l’assessore agli Affari generali, Luigi Coclite e l’intera giunta comunale restano fiduciosi nell’azione della magistratura".

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