rotate-mobile
Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca Calimera

Tentato omicidio di Calimera. Incastrato un 30enne già detenuto: è ritenuto l’autore

Le indagini, condotte dai carabinieri grazie ai filmati e alle testimonianze, hanno portato la gip a emettere la misura: l’indagato è lo stesso che fu trovato a novembre con un’arma clandestina compatibile col grave fatto di cronaca. Accertamenti sul presunto complice

CALIMERA – Nuovi, pesanti guai per un 30enne: sarebbe il presunto autore del tentato omicidio di Giovanni Doria, avvenuto a Calimera alle 22 dello scorso 2 ottobre. Accertamenti in corso sul complice. I carabinieri della stazione calimerese, assieme ai colleghi del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Lecce, hanno eseguito in mattinata un’ordinanza di misura cautelare della custodia in carcere a carico di Antonio Sebastian Dell’Anna, di Merine, nome noto alle cronache locali per diverse vicende.

Il provvedimento gli è stato infatti notificato nel carcere di Borgo San Nicola dove è  detenuto dallo scorso 18 novembre, quando fu arrestato in flagranza perché trovato dai militari in possesso di una pistola calibro 7,65 nascosta nei pantaloni, con matricola abrasa e caricatore inserito con  8 cartucce, ritenuta la stessa arma utilizzata per il fatto di cronaca del mese prima. La consulenza tecnica svolta sulla pistola e l'esame balistico hanno permesso di accertare la probabile coincidenza tra l’arma ritrovata addosso al 30enne e i bossoli delle cartucce rinvenuti la sera del 2 ottobre per ferire quasi mortalmente Doria. Un episodio che gli inquirenti hanno ritenuto premeditato e scaturito presumibilmente nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Latitante per circa quattro mesi dalla fine di luglio - sfruttando un permesso premio al termine del quale non ha più fatto ritorno in cella -  fu fermato in compagnia di due donne a bordo di un’auto, dalla quale spuntò l’arma clandestina. La misura cautelare è stata emessa dal gip di Lecce, Giulia Proto, su richiesta del pm presso la Procura della Repubblica di Lecce. Provvidenziali per la ricostruzione dell’accaduto le immagini estrapolate dalle videocamere installate nei paraggi del luogo del grave ferimento di Doria, a poche decine di metri dalla caserma dell’Arma e nelle vicinanze di un bar in cui erano presenti diversi testimoni.

Questi ultimi avrebbero notato l’arrivo dell’aggressore a bordo di una Peugeot di colore grigio, condotta da un presunto complice complice (si tratta di un uomo di origini polacche e sul quale sono in corso degli accertamenti) La vittima del tentato omicidio, poco prima di avvicinarsi all’auto dalla quale sono partiti i proiettili, avrebbe dichiarato ad alta voce di essersi sentito molestato per ore dall’indagato. Sarebbero stati in tanti ad averlo udito proferire quelle parole. Come hanno poi dimostrato anche i tabulati telefonici, dai quali sono emerse decine di telefonate indirizzate a Doria nell’arco di quella giornata.

Poi i quattro spari indirizzati alla gamba e al basso ventre del 56enne, finito in ospedale con lesioni all’arto inferiore, perforazioni all’intestino e una preoccupante emorragia in corso. Trasportato d’urgenza presso il pronto soccorso del “Vito Fazzi” di Lecce, è stato sottoposto a dei delicati interventi chirurgici. Doria è stato poi trasferito in una residenza sanitaria assistita, dove si trova tuttora, poichè non più autosufficiente a causa delle ferite riportate nel grave fatto di cronaca. Avvenuto in pieno centro abitato. E col rischio di colpire anche i clienti della caffetteria o i passanti.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tentato omicidio di Calimera. Incastrato un 30enne già detenuto: è ritenuto l’autore

LeccePrima è in caricamento