Accoltellamento in città: in manette per tentato omicidio un 29enne

Il giovane uomo, di origini marocchine, accusato dell’aggressione a un connazionale, nel pomeriggio di giovedì. All’origine, l’accusa di un furto fra i due

Foto di repertorio.

LECCE – Preso poco dopo la fuga e l’accoltellamento di un connazionale, ora finisce in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Mohammed Er Ramy, un 29enne di origini marocchine, è stato tratto in arresto nelle ultime ore per l’episodio avvenuto nel pomeriggio di ieri, nei pressi del centro di Lecce. Dai primi riscontri, tutto sarebbe nato da un’accusa di furto fra i due.

Gli agenti della sezione volanti e della squadra mobile del capoluogo salentino lo hanno accompagnato in cella su disposizione del sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Lecce, Stefania Mininni. Tutto è cominciato poco prima delle 15 di ieri, dalle parti di via Duca degli Abruzzi. I poliziotti sono stati avvicinati da un uomo con la mano insanguinata, dicendo di aver subito una aggressione poco prima. L’aggressore, secondo il racconto, lo avrebbe colpito con un coltello agli arti per poi fuggire in sella a una mountain bike.

Il ciclista è stato effettivamente bloccato poco dopo, nella zona di viale Leopardi. Seguendo le tracce ematiche sull’asfalto, i poliziotti  della questura leccese sono anche riusciti a risalire al coltello utilizzato per il ferimento: una lama di 10 centimetri intrisa di sangue, nascosta all’interno di una crepa di una recinzione. Le indagini, condotte attraverso la visione delle immagini dell’impianto di sorveglianza di alcuni privati, che hanno ripreso l’intera scena dell’aggressione e dell’accoltellamento, hanno permesso di appurare che si era trattato di un vero e proprio tentativo di omicidio.

Nelle immagini si nota infatti l’arrestato impugnare l’arma e sferrare un primo fendente all’altezza del fianco sinistro del suo connazionale, per poi colpire nuovamente la vittima alla coscia sinistra, all’altezza del gluteo. La vittima dopo le dimissioni dall’ospedale di Scorrano, dove gli è stata riscontrata una ferita alla coscia sinistra, suturata e giudicata guaribile in 8 giorni, ha sporto querela contro il suo connazionale, a lui peraltro sconosciuto, dichiarando che tutto era scaturito da una discussione con un altro suo connazionale, che lo accusava del furto di una bicicletta e di uno zaino.

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