Sparatoria a Veglie. Ferisce l'amico e si reca a bere una birra: arrestato un 32enne

Era stato fermato poco dopo il ferimento del 28enne di ieri sera, ma l’arresto risale a questa mattina. Un idraulico del posto, con precedenti di polizia, è finito in carcere. Dopo il gesto, forse scaturito dalla volontà del fermato di acquistare l’arma, quest’ultimo si è dileguato, lasciando l’amico in una pozza di sangue

La campagna in cui è avvenuta la sparatoria

VEGLIE – Un’amicizia finita. E, per giunta, finita nel peggiore dei modi. Le accuse sono quelle di tentato omicidio e furto aggravato e gli sono costate l’arresto in flagranza di reato. Nella mattinata, infatti, i carabinieri della compagnia di Campi Salentina, assieme ai colleghi della stazione di Veglie e Leverano, hanno fermato Daniele Tramacere, 32enne nato a Copertino ma residente a Veglie, già noto per alcuni precedenti. L’uomo, idraulico di professione, è ritenuto il responsabile dei fatti avvenuti nel tardo pomeriggio di ieri, ai danni di un giovane del posto, Francesco Cacciatore, di 28 anni.

Tramacere avrebbe infatti litigato con l’amico, ex guardia giurata e al momento discccupato, e in possesso legale di una pistola “Tanfoglio 9x21”. Sarebbe stata proprio l’arma l’oggetto della discussione poi degenerata con il ferimento del 28enne. Tramacere avrebbe voluto acquistarla clandestinamente dall’ex vigilante, non potendo comprarne una regolarmente, a causa dei vecchi guai con la giustizia.

Intorno alle 18 di ieri, i due (ex) amici sono saliti a bordo dell’auto di cacciatore e hanno raggiunto zona “Rizzi”, una delle campagne tra Salice Salentino e Veglie, nei pressi di una masseria abbandonata, per sparare qualche colpo detenuto illecitamente. Ma il momento, nato come forma di divertimento, è finito con il ferimento del ragazzo più giovane. Tramacere ha infatti colpito il 28enne con nove colpi, e gli ha provocato ferite in tre punti del corpo: basso ventre, addome alto e gomito destro. E non è tutto. Ha lasciato Cacciatore per terra, in una pozza di sangue, e lui si è dileguato in direzione di Veglie, a bordo dell’auto e con la pistola della vittima.

Quest’ultima, intanto, ha chiamato il fratello, sopraggiunto dopo poco. Resosi conto delle condizioni preoccupanti del parente, si è rivolto ai sanitari del 118, arrivati assieme ai carabinieri. Trasportato al “Vito Fazzi” di Lecce, Cacciatore è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico ed è al momento ricoverato in prognosi riservata.TRAMACERE.. DANIELE-2

I militari dell’Arma, intanto, hanno ottenuto sin dai primi istanti, il nome del presunto responsabile ed è scattata la caccia all’uomo, sebbene sfuggisse ancora il movente. Con un  quindicina di pattuglie dei carabinieri giunte su Veglie, gli uomini in divisa hanno circondato la casa di Tramacere e lo hanno fermato intorno alle 20. 

Sebbene confuse, le sommarie informazioni rese dalla vittima prima di finire in sala operatoria, sono state ampiamente riscontrate durante le prime fasi dell’indagine: numerose testimonianze, contatti telefonici tra i coinvolti  ricostruiti in tempo reale sequestrando tutti i telefoni cellulari interessanti, per l’esattezza cinque e sopralluoghi. Nella notte, quando non ancora arrestato, Tramacere è stato sottoposto alla prova dello Stub dai militari del Reparto operativo di Lecce. Ai militari, che hanno proceduto anche con le verifiche sull’autovettura, Tramacere si è dichiarato innocente. Ma è finito in arresto, nella mattinata, su disposizione del pm di turno, Roberta Licci. Poi, prima di essere accompagnato in cella, il 32enne ha deciso di collaborare. Ha portato gli setti carabinieri sul luogo della sparatoria, dove sono stati recuperati nove bossoli calibro 9X21 e dove è stata, inoltre, recuperata l’arma. Era stata nascosta sotto una pietra, a circa 4 chilometri dal posto in cui è avvenuto il ferimento di Cacciatore.  

L’accusato  si è difeso dicendo che, durante la prova concordata della pistola, subito dopo averla armata, senza premere il grilletto, sarebbero partiti “a raffica” i nove colpi di pistola, tra cui i tre che hanno accidentalmente colpito l’amico. Preso dal panico, non riuscendo a recuperare l’amico in fuga disperata, si sarebbe impossessato della sua auto e si sarebbe preoccupato di cancellare le tracce “dell’incidente avvenuto”. Invece di chiamare i soccorsi, quindi, si sarebbe tra l’altro recato, immediatamente dopo aver abbandonato l’auto, presso un bar di Veglie dove ha consumato tranquillamente una birra con un amico di vecchia data. Per poi  rincasare.

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I militari campioti hanno  posto sotto sequestro i telefoni cellulari, i nove bossoli, i vestiti indossati ieri sera da Tramacere e dalla vittima, l’ogiva trovata nel corpo della vittima. Le altre due ogive hanno trapassato il corpo. Nelle mani degli inquirenti, inoltre, la pistola che ha sparato, l’auto rubata alla vittima per fuggire, una pistola giocattolo senza tappo rosso e un coltellaccio a casa della vittima, perquisita nella serata.

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