In manette colui che procurò i killer dell’omicidio del vicepremier belga: è salentino

Un 78enne di Veglie raggiunto da un mandato d’arresto europeo, dopo la prima condanna del 2004. Avrebbe procacciato due braccianti agricoli tunisini, in Sicilia, per poi accompagnarli a Liegi

La polizia belga (Foto Ansa)

VEGLIE – Dopo la condanna, l'arresto. In manette colui che procurò i killer dell’omicidio del vicepremier belga: è un salentino. I carabinieri della stazione vegliese, nella giornata di ieri, hanno bussato alla porta di Cosimo Damiano Solazzo, 72enne originario di Carmiano ma da anni ormai stabilitosi a Veglie. Su di lui pendeva un mandato d’arresto europeo, proveniente dalla magistratura dei Paesi Bassi, per una condanna a 20 anni di reclusione. La prima risale infatti al 2004, quando i primi riflettori investigativi rischiararono i contorni della misteriosa vicenda.

Una sentenza che arriva dalla Corte d’Appello di Liegi al termine di una complessa indagine sull’omicidio di André Cools, avvenuto nella città belga il 18 luglio del 1991. Il noto politico (conosciuto come “Il sindaco di Flémalle, la sua cittadina d’origine che aveva contribuito ad amministrare agli esordi dell'attività), è stato presidente del Partito socialista dal 1973 al 1978 ed ex vice premier dal 1969 al 1973.

Secondo la ricostruzione dettagliata dell’omicidio, nella quale la magistratura è risalita ai vari ruoli ricoperti da alcuni individui nell’organizzazione, il compito del salentino nella vicenda fu quello di individuare i due killer Ben Abdelmajid Amine El Rajib e Ben Abdeljalil, entrambi di origine tunisina, assoldandoli in Sicilia dove svolgevano la mansione di braccianti agricoli. E dove, secondo riscontri investigativi degli anni scorsi, sono emersi anche intrecci nella vicenda riconduibili ai clan di Cosa nostra.

Avrebbe poi accompagnato i due contadini stranieri e Liegi, trovando loro una sistemazione in attesa del delitto. Attualmente, il pensionato è stato ristretto  al regime dei domiciliari presso la propria abitazione, in attesa che gli venga applicato il braccialetto elettronico. Il politico belga fu assassinato dai due magrebini la mattina dell'estate di 29 anni addietro, mentre si trovava in Avenue de l'Observatoire assieme alla fidanzata: quest'ultima rimase gravemente ferita.

All'origine dell'omicidio, uno scandalo per corruzione (l'affaire Agusta-Dassault) relativo all'acquisto, alla fine degli anni Ottanta, di elicotteri da parte del governo belga dalla società italiana Augusta, con base proprio in Sicilia, da dove Solazzo reclutò i due killer. La storia parla del coinvolgimento di Cosa nostra appunto, con braccia tentacolari fino a Liegi.

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