Cronaca

Piantagioni di “maria” per l’estate di Gallipoli e tre pistole: presi zio e nipote

Un 58enne noto alle forze dell'ordine, e il parente di 26 anni, sono finiti nei guai ad Aradeo

Un carabiniere con il cane antidroga

ARADEO –  Armi fra le galline e semi di "maria" nella legnaia. Scoperta “l’officina” per la produzione di marijuana che avrebbe rifornito gli spacciatori di Gallipoli per l’estate 2016. Due coltivator sono stati arrestati dai carabinieri della Città Bella, e trovati anche con tre pistole detenute illegalmente. La scorsa notte, i militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia gallipolina, guidati dal capitano Michele Maselli, hanno infatti stretto le manette ai polsi di Pietro Masciullo, 56enne di Aradeo noto alle forze dell’ordine per associazione per delinquere finalizzata ai furti, estorsioni e porto e detenzione abusiva di armi, e del nipote 26enne, Emanuele Beneggiamo, sempre di Aradeo.

L’accusa è di coltivazione, produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, e detenzione illegale di armi aggravata e continuata. I carabinieri tenevano sotto osservazione Masciullo da diverse settimane: da quando, cioè, lo avevano notato in compagnia di tossicodipendenti e  pregiudicati del posto. Questi ultimi, oltretutto, spesso sono stati visti nei pressi o addirittura all’interno di un terreno in località Salomi, nel Comune di Neviano, di fatto nella disponibilità di B.A. 41enne di Aradeo, pregiudicato, “assunto” da Masciullo come coltivatore.

Gli individui sospetti sono stati pedinati e i loro movimenti spiati anche nelle marine e nel centro di Gallipoli. E visti, in più di un’occasione, in compagnia di grossi spacciatori di droga, che spesso hanno incontrato proprio Beneggiamo, il nipote dell’arrestato. Visti questi riscontri investigativi, e date anche le diverse segnalazioni giunte da parte dei cittadini che hanno segnalato il tipico odore, intenso, della marijuana, i militari sono passati all’azione.

All’alba, infatti, con la collaborazione delle unità cinofile “Aron” e “Fighter” dell’Arma, provenienti da Modugno, si sono appostati nelle vicinanze del terreno di Masciullo, in  attesa che arrivasse qualcuno. Dopo qualche ora, è comparso sul piccolo tratturo di campagna il fuoristrada del 58enne. Il quale, con il suo amico coltivatore a bordo, non si è accorto della presenza dei carabinier, nascosti tra la vegetazione. E’ stato proprio A.B. ad essere bloccato immediatamente, mentre Masciullo ha ingranato la retromarcia tentando una fuga. Terminata pochi metri dopo, dai militari del Nucleo cinofili. A quel punto è scattata una perquisizione. Nascoste in una “depressione” del terreno, appositamente realizzata con un mezzo meccanico, ed in mezzo ad altre colture stagionali, i militari hanno trovato 50 piante di “Cannabis Indica” purissima, in piena fioritura. Nell’ambito delle attività di perquisizione però ai carabinieri non è sfuggito che Masciullo si era stranamente agitato quando il cane antidroga Aron è stato fatto passare nelle vicinanze di un pollaio dal proprio conduttore.

Fatti altri controlli nell’area che hanno dato esito negativo , gli uomini dell’Arma hanno voluto comunque vederci più chiaro, chiamando “al lavoro” l’altro cane, Fighter, qualificato ed addestrato per ricerca armi ed esplosivi. Anche questa volta l’indagine ha dato i suoi frutti. Abilmente occultate fra le tettoie del pollaio stesso, infatti, i militari hanno trovato, tre  pistole tra cui un revolver calibro 45 con matricola abrasa, una pistola “Bernardelli” calibro 7,65 denunciata rubata a Latina nel 2003, ed una pistola caricata a salve marca Beretta, del tutto identica a quella in dotazione alle forze di polizia.

Contemporaneamente, ad Aradeo.

Quasi contemporaneamente, in località “Foresta”, nelle campagne fra Aradeo e Cutrofiano, i carabinieri della stazione di Aradeo, avevano predisposto un servizio analogo nei confronti di Beneggiamo, convinti che anche il nipote di Masciullo coltivasse arbusti illegali. Il 26enne, con precedenti per incendio doloso e minaccia aggravata e continuata, avrebbe coltivato altre piante illecite su un terreno intestato al padre, completamente estraneo ai fatti. Anche in questo caso, dopo qualche ora di attesa, ecco sopraggiungere sul terreno il padre 71enne del ragazzo. Il quale, alla vista dei carabinieri, si è da subito dimostrato collaborativo confidando “La robaccia per cui siete qui è tutta di mio figlio, ora vi mostro dov’è e se gli date una bella lezione voi vi ringrazierò sempre. Solo così si può salvare”.

L’uomo ha così indicato ai carabinieri una zona nascosta del terreno dove, occultate tra coltivazioni di fichi d’india, si ergevano 150 piante di “Cannabis Indica” dell’altezza compresa tra i 60  e 90 centimetri ed in piena fioritura. Il fiuto del cane Aron ha permesso anche di ritrovare, nascosta abilmente in una legnaia, una confezione con all’interno qualche centinaio di semi che si sospettano essere della stessa  pianta e che saranno oggetto di analisi scientifiche.

Condotti presso le caserme di Gallipoli ed Aradeo, zio e nipote sono stati condotti in carcere, su disposizione del pm di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, Giovanni Gagliotta. Rispondono di coltivazione, produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nonché detenzione illegale di armi, il primo, e  di coltivazione, produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti il nipote. B.A., invece, il “contadino”,  è stato deferito in stato di libertà per l’accusa di coltivazione, produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi. Le pistole sequestrate saranno inviate presso i laboratori di balistica del Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche per stabilirne l’esatta provenienza e e se sono state usate in azioni delittuose.

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