Arrivano le ruspe, buttata a terra la villa abusiva nelle campagne

A Otranto eseguito l'ordine di demolizione della Procura di Lecce. L'anno scorso la Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso, dopo due sentenze ai danni del proprietario

OTRANTO – Le ruspe sono entrate in azione all’alba. E di quella che era una villa, non è rimasto altro che polvere. Di proprietà di un imprenditore edile di Otranto di 45 anni, situata in località Montelauro, nei pressi della strada provinciale per Uggiano La Chiesa, l’abitazione è cresciuta pietra su pietra, nonostante più sentenze (e quindi violando anche i sigilli), almeno fin quando la Cassazione non ha messo la parola fine, nell’aprile del 2016, ritenendo inammissibile il ricorso presentato dal proprietario.

Nel dicembre del 2012 la prima condanna. Sei mesi e 35mila euro di multa, comminati dalla sezione distaccata del Tribunale di Maglie al 45enne per aver realizzato, in assenza di permesso di costruire e nulla osta paesaggistico, quel fabbricato (all’epoca del sequestro allo stato rustico), costituito da piano terra destinato ad abitazione e seminterrato da impiegare come deposito e garage. Il tutto per oltre 362 metri quadri. Sui quattro lati, inoltre, una pensilina di cemento larga 1 metro e 20, più un marciapiede in battuto di cemento di oltre 2 metri e una scala di cemento armato.

Il secondo colpo, assestato dalla Corte d'appello di Lecce, che ha rideterminato la pena. E’ salita fino a un anno di reclusione, così come si è alzata anche la soglia dell’ammenda, fino a 45mila euro. Confermato, per il resto quanto già scritto in primo grado. Terzo passo, in Cassazione, che lo scorso anno ha ritenuto inammissibile il ricorso. Ribadendo, fra le altre cose, che “la responsabilità per la realizzazione di opere abusive è configurabile anche nei confronti del nudo proprietario che abbia la disponibilità dell'immobile ed un concreto interesse all'esecuzione dei lavori, se egli non allega circostanze  utili a dimostrare  che si tratti di interventi  realizzati da terzi a sua insaputa e senza la sua volontà”. Così la terza sezione penale (presidente Silvio Amoresano, relatore Giovanni Liberati).

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In questi giorni, poi, l’ordine di demolizione della villa, firmato dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone. Ieri sono state staccate le utenze. Questa mattina, sono arrivati i bracci meccanici delle ruspe. Ad accompagnare il sostituto procuratore Mignone, gli agenti di polizia del commissariato di Otranto e i carabinieri della stazione locale.

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