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Scadenza progetto assistenza oncologica, ma l’Asl non si muove

A fine maggio scade il contratto per gli autisti ed oss che dovrebbero transitare in aziende e cooperative. Sit in presso la direzione generale dei i 13 disabili che protestano per l’assunzione diretta con contratto indeterminato

 

LECCE - Mancano appena 48 ore alla cessazione dell’ennesima proroga del progetto “sostegno ai pazienti oncologici” della provincia di Lecce. La soluzione per tutti gli autisti e addetti all’assistenza domiciliare, esiste ed è stata ratificata in Regione Puglia il 10 maggio, alla presenza della dirigenza della Asl di Lecce, dei sindacati e della task force regionale.

Solo che ad oggi, denuncia Gianni Palazzo di Usb, non è stato dato un seguito. Nelle intenzioni, gli operatori socio-sanitari e gli autisti dovrebbero rientrare, rispettivamente in cooperative ed aziende “di cui non si conoscono neppure i nomi”.  Ed il personale, comprensibilmente preoccupato, ha organizzato un sit in presso la direzione generale della Asl in via Miglietta, nell’attesa di chiedere spiegazioni al direttore Valdo Mellone. Perché quando si arriva agli sgoccioli delle vertenze, i lavoratori si sentono franare il terreno sotto i piedi.

Tra i 49 autisti del progetto che aspettando l’assunzione con contratto della sanità privata, a tempo indeterminato (condizione imprescindibile per accedere, allo scadere dell’appalto, in Sanitaservice), ci sono anche 13 lavoratori appartenenti alle categorie protette. Questi ultimi avrebbero diritto ad essere assunti direttamente dalla Asl di Lecce a tempo indeterminato, “senza passare dall’intermediazione di un concorso, per effetto della ex legge 68 del 1999”, spiega Palazzo.Usb Palazzo - oncologici 001-2

Gli stessi lavoratori con vari livelli di disabilità, nell’agosto del 2011 hanno rivolto alla Asl di Lecce istanza di modifica del contratto da tempo determinato, ad indeterminato, “senza ricevere alcuna risposta”, denunciano gli interessati che rischiano di trovarsi per strada e “di essere definitivamente tagliati fuori dal mondo del lavoro, dopo aver perso tutti i vantaggi di anzianità acquisiti nel tempo”.

Volendo ricostruire la cronologia degli eventi, nel novembre dello stesso anno, la Asl “ha adottato una delibera che trasforma i posti riservati agli autisti disabili, in 11 posti di lavoro riservati agli infermieri e 4 per gli operatori socio sanitari – racconta il sindacalista – giustificando quest’operazione con la carenza cronica di infermieri”.

Alla delibera, che in un primo momento sarebbe stata bloccata, è stato data seguito dal direttore Mellone nel suo “scioglimento di riserva”. Ma sull’operazione pende persino il sospetto di legalità sollevato da Usb, in quanto a loro dire, esiste la possibilità di derogare al blocco del turn over per gli infermieri cui è stata data priorità, applicando la mobilità regionale. In altre parole, “l’Asl di Lecce può fare un bando, permettendo agli infermieri che lavora da vent’anni in un’altra provincia di ritornare a casa”. Usb insiste sulla necessità di tutelare i lavoratori disabili che nelle aziende private, godono di tutele minori rispetto alla pubblica amministrazione

L’assunzione diretta delle 13 unità, inoltre, “non è conteggiata nel calcolo della spesa per il personale”: non comporterebbe costi aggiuntivi per i contribuenti, dunque. “Da parte della direzione sanitaria ci aspettavamo una sensibilità maggiore nella tutela delle politiche sociali. – conclude il referente Usb - Mentre le aziende gemelle di Brindisi e Bari hanno già trasformato i rapporti di lavoro in tempo indeterminato, nella Asl di Lecce le vicende si complicano incomprensibilmente”.

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