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Valdo Mellone con i sindacati (foto LeccePrima, tutti i diritti riservati).

Valdo Mellone con i sindacati (foto LeccePrima, tutti i diritti riservati).

Via libera alle assunzioni Asl, si parte con il servizio informatico

Adottata ieri la delibera per le internalizzazioni, in Sanitaservice, di 132 unità a partire dal primo marzo. Rimangono critiche con il direttore Mellone, invece, le associazioni di volontariato che lamentano scarso coinvolgimento

 

LECCE - L’azienda sanitaria locale ha adottato, appena ieri, la tanto attesa delibera 142 con cui si da l’avvio alla seconda tornata di internalizzazioni. Il confronto con i sindacati (l’ultimo risale a metà gennaio) ha portato ad un accordo sull’assunzione diretta, in Sanitaservice, di altre 132 unità addette ai servizi Cup, Ced (rispettivamente il centro di prenotazione ed elaborazione dati) e di gestione del sistema informatico che inizieranno a lavorare dal primo marzo, in regime di full time. Piena e profonda soddisfazione è espressa dal sindacato Usb che rivendica una lotta sindacale durata anni.

“Abbiamo creduto sin dall’inizio alla possibilità che anche questi lavoratori potessero entrare nell’organico della società in house, - dichiara il segretario Gianni Palazzo – e siamo stati gli unici. La nostra tenacia però ha prodotto un importantissimo risultato”.

Associazioni di volontariato critiche con la direzione Asl: “Vogliamo più considerazione” - Meno entusiasmo nei confronti della direzione generale della Asl (anche se per motivi ben lontani dalla vicenda internalizzazioni che sta impegnando la direzione sanitaria da più di due anni, ndr), viene invece dal mondo delle associazioni di volontariato accreditate dall’azienda sanitaria locale: 41 in tutto, facenti parte del Comitato consultivo misto.

Le associazioni esprimono un forte rammarico per l’atteggiamento del nuovo direttore generale, Valdo Mellone, in carica da appena sette mesi, che a loro dire, non avrebbe preso in dovuta considerazione la presenza del Ccm, “vanificandone, così, la sua funzione”.

“Quel rapporto produttivo e partecipativo, basato sul rispetto delle funzioni tra associazioni e azienda, costruito nel corso degli ultimi tre anni, si è interrotto  con nostro sommo rammarico. – scrive l’assemblea delle associazioni in una nota diffusa a mezzo stampa - E’ pur vero che è sempre presente un referente dell’ azienda sanitaria che, quotidianamente, risponde alle nostre richieste, ma per un’ autentica “partecipazione” alla governance aziendale, occorre il confronto diretto nei momenti della programmazione  tra chi è deputato ad erogare servizi (Asl) e chi ne usufruisce”.

Le associazioni citano, poi, l’articolo 8 del regolamento approvato con delibera dell’ottobre 2008 che definisce alcuni compiti della direzione aziendale:  “Informare, con congruo anticipo, il Ccm su iniziative in materia  di miglioramento dell’offerta  dei servizi sanitari;  favorire la conoscenza di documenti di programmazione regionale ed aziendale, tenendo conto dei pareri del Ccm, finalizzati al rispetto della dignità e della privacy della persona  e del globale miglioramento della qualità dell’assistenza fornita al cittadino”. 

L’articolo 5 dello stesso regolamento recita: “Le funzioni di presidente del Ccm sono svolte dal direttore generale della Asl che convoca il Comitato quattro volte l’anno o su richiesta di almeno la metà più 1 delle associazioni accreditate. Il presidente, inoltre, concorda il calendario degli incontri, fissa l’ordine del giorno, presiede gli incontri designando un delegato quando è impossibilitato”. Tutto ciò al fine di migliorare la reciproca collaborazione e responsabilizzazione.

Le nostre richieste formali di incontrare il direttore generale, non hanno però avuto riscontro, se non per una sola volta”, spiega il comitato che aggiunge: “ Abbiamo appreso solo dalla stampa della riorganizzazione del sistema sanitario oncologico (Rol, rete oncologica leccese). Ma ci chiediamo, il metodo di riorganizzazione del servizio sanitario, da chi è stato partecipato?”

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