Rimborsi alla Asl per pazienti deceduti o trasferiti: lettere ai medici di base

L'azienda sanitaria concede la possibilità di rateizzare le somme. Nel 2010 a Taranto 4mila cittadini deceduti risultarono ancora assistiti

La direzione generale di Asl.

LECCE – Dei circa 650 medici di base che fanno riferimento alla Asl di Lecce, 117 sono quelli che in questi giorni stanno ricevendo una lettera che prospetta loro la possibilità di rateizzare le somme da trattenere, qualche migliaio di euro, per quanto riguarda i pazienti deceduti o trasferiti presso altro medico.

E’ una questione tecnica: quando il sistema informatico "Edotto" della Regione Puglia aggiorna e allinea i dati anagrafici, possono verificarsi variazioni notevoli. Può accadere così che un medico si ritrovi un cedolino mensile sostanzialmente decurtato per evitare un taglio pesante la Asl concede la possibilità di rateizzazione.

I medici di base, cui non spetta l’obbligo di segnalare i pazienti deceduti o trasferiti percepiscono uno stipendio composto da una quota di anzianità di servizio, una relativa al carico assistenziale più una somma per ogni paziente. La Asl, da parte sua, è però tenuta a chiedere il rimborso, anche per non incorrere nella fattispecie della responsabilità erariale per omesso controllo. Il sindacato dei medici però è sul piede di guerra perché su quelle somme "indebitamente" percepite sono state comunque pagate le relative tasse..

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Nel 2010 nella Asl di Taranto ci fu un caso eclatante che divenne oggetto di un’inchiesta condotta dalla guardia di finanza: in riferimento al periodo tra il 2004 e il 2008 furono trovati i nominativi di circa 4mila pazienti oramai deceduti per i quali la sanità pubblica continuava a versare la relativa quota per un danno di almeno 300mila euro.

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