Veleni nella falda, Asl: “Poche conoscenze, danno sanitario già evidente”

Il Dipartimento di Prevenzione è pronto ad approfondire le ricerche di metalli pesanti e fitofarmaci. Si parte dalla premessa che i pozzi monitorati regolarmente sono troppo pochi

Una foto del recente sopralluogo nella discarica di Burgesi.

LECCE – Le conoscenze a disposizione sullo stato della falda idrica nel Salento sono insufficienti, mentre il danno alla salute dei cittadini è conclamato, a partire dall’incidenza dei tumori vescicali.

La Asl di Lecce prende parte pubblicamente al dibattito in corso in questi giorni intorno alla presenza di sostanze tossiche nel percolato della discarica dismessa di Burgesi, a Ugento, per allargare l’orizzonte oltre i confini del sito nel quale, secondo la precisazione della magistratura, non ci sono evidenze allarmanti.

D’altra parte l’azienda sanitaria, già nel febbraio scorso, ha presentato il primo report “Ambiente e Salute in provincia di Lecce” sottolineando la propria preoccupazione per l’incidenza di alcune patologie e la necessità di approfondire i controlli e gli studi sulla qualità dell’aria, del suolo e dell’acqua. Una sortita, alla presenza del presidente della Regione, Michele Emiliano, che ruppe quella sorta di cortina fumogena e narcotizzante che si espande ogni volta che si discute di eventuali danni ambientali su vasta scala.

La falda è dunque una delle matrici da tenere sotto più stretto controllo: basti pensare che nel caso del progetto "Maggiore" condotto da Arpa nel 2015, sono stati campionati in Puglia solo 134 punti sui 534 previsti e solo 28 punti si trovano nel Salento.

C’è un problema ulteriore, secondo Asl: i pozzi che attingono alla falda gestiti da Aqp sono soltanto una minima parte di quelli esistenti in provincia di Lecce, un territorio carsico soggetto a costanti infiltrazioni dove la quasi totalità dell’acqua potabile proviene dal proprio sottosuolo.

L’azienda sanitaria si dice pronta a incrementare le indagini sugli eventuali rischi connessi alla presenza di inquinanti. In questo senso ha già inoltrato alla Regione Puglia e ad Arpa la richiesta di monitorare 39 pesticidi che sono stati oggetti del rapporto Ispra (Istituto superiore per l’ambiente) riferito al biennio 2013-2014, ma che non vengono dosati da Arpa e da Acquedotto Pugliese perché la normativa di settore non lo prevede espressamente.

Il Dipartimento di Prevenzione della Asl ha quindi predisposto in collaborazione con l’Università del Salento il progetto “Minore”, per verificare lo stato di salute della falda idrica non utilizzata da Aqp “La selezione delle aree in cui procedere al campionamento delle acque sotterranee – ha spiegato Giovanni De Filippis, direttore del dipartimento - terrà conto dei dati di incidenza delle neoplasie uroteliali, con particolare riferimento alle vescicali, per le quali su indicazione della direzione sanitaria aziendale sta già lavorando l’Unità Operativa Statistica ed Epidemiologia, diretta da Fabrizio Quarta, che verificherà l'esistenza di eventuali aree cluster in provincia di Lecce”. I pozzi verranno individuati tenendo conto della presenza di discariche, anche abusive, e dei siti nei quali sono state accertate operazioni di interramento di rifiuti.

L’intenzione è quella di procedere a campionamenti sistematici e periodici finalizzati al dosaggio di alcuni metalli pesanti (in primis Vanadio, Berillio, Cromo, Nichel, Piombo, Cobalto, Mercurio, Arsenico, Cadmio), Policloro Bifenili (PCBs) e un ampio spettro di fitofarmaci, comprendente anche i 39 pesticidi di largo utilizzo in agricoltura, incluso il glifosate (il più diffuso erbicida in commercio) e i suoi metaboliti.  Un approfondimento, secondo la Asl, “ancor più necessario per via della lotta alla Xylella Fastidiosa, causa dell’incrementato uso di erbicidi”.

“Credo – ha concluso De Filippis – che questo sia il modo migliore, scientifico e rigoroso, per cercare e trovare le risposte ai fortissimi dubbi sollevati dall’opinione pubblica, nonché alla ricerca delle responsabilità chiesta a gran voce dal presidente Emiliano proprio durante il recentissimo sopralluogo nel sito di Ugento”.

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