Assalto al pullman del club del Novoli calcio, cinque bitontini denunciati

Scattano i primi provvedimenti dopo i gravi fatti di ieri, mentre la società salentina annuncia il ricorso alla Lega nazionale dilettanti. "Schierati undici calciatori terrorizzati"

BITONTO – Ci sono i primi provvedimenti per il folle attacco di un gruppo ultras avvenuto ieri a Bitonto, ai danni della società calcistica del Novoli, che si stava recando presso lo “Stadio degli Ulivi” per la gara valevole per il campionato regionale di eccellenza. Gli agenti di polizia, infatti, in un’indagine avviata negli istanti successivi ai fatti, hanno identificato e denunciato a piede libero cinque supporter locali. Rispondono di danneggiamento aggravato in concorso e violazione della normativa antiviolenza negli stadi.

La vicenda è nota. Mentre l’autobus della squadra del Novoli calcio percorreva via Raffaele Abbaticchio, un gruppo di tifosi del luogo lo ha bersagliato con sassi e petardi. A bordo de pullman sono stati attimi di puro terrore. Il personale del commissariato di polizia di Bitonto, dopo aver scortato il veicolo all’interno dello stadio, ha subito identificato i responsabili, che andranno ovviamente anche incontro ai Daspo.

La vicenda, però, non finisce certamente qui. Nel Salento ha provocato un forte ondata di sdegno. E’ stato un attacco immotivato contro il club. Va considerato che agli stessi sostenitori del Novoli era stata preclusa la trasferta per ordine del prefetto. Perciò a Bitonto si sono presentati solo giocatori e dirigenti, che di certo non hanno colpa alcuna di intemperanze che hanno contrapposto in passato le tifoserie.   

Il Novoli calcio, intanto, tramite il segretario generale Gianluca De Pascalis, ha preannunciato alla terna arbitrale che proporrà un reclamo ufficiale alla Lega nazionale dilettanti e agli organi federali preposti, come si legge sulla pagina Facebook del club.

“Quest'azione – spiega la società - è necessaria soprattutto per garantire che non si possano più verificare episodi del genere, indecorosi e pericolosi per l'incolumità delle persone coinvolte e per i valori che lo sport, e il calcio in questo caso, devono trasmettere”.

“Accettiamo il risultato del campo (3 a0 per i padroni di casa, Ndr), non accettiamo per nessuna ragione di dover rischiare la vita per portare avanti una passione, così come di dover mandare in campo undici persone letteralmente terrorizzate, scioccate, vittime di un'aggressione folle”. Va da sé che il risultato stesso potrebbe essere stato falsato dalla condizione psicologica dei calciatori, non certo nelle condizioni migliori per affrontare un match iniziato, per giunta, con mezzora di ritardo proprio per l’assalto.  

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