Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

“Fuori la polvere dal tappeto”. Battaglia per l’efficienza in Sanitaservice

L’assemblea dei lavoratori in quota Usb decide di tirare dritto fino al full time e ad una gestione più efficiente di turni e mansioni. “Bisogna tagliare i rami secchi. Facile la critica politica delle internalizzazioni”

LECCE – Sciopero proclamato per 21 gennaio. Picchetti sotto la direzione generale della Asl di Lecce, se sarà necessario. I lavoratori di Sanitaservice, riuniti nell’assemblea sindacale indetta dal sindacato Usb, hanno scelto di tirare dritto con la protesta. Senza sconti a nessuno. E senza intoppi, né frenate, almeno fino al raggiungimento degli obiettivi desiderati: aumento del monte orario per quanti, nonostante il promesso full time, sono fermi alle 18 – 22 ore settimanali; una efficiente organizzazione dei servizi nei vari presidi ospedalieri.

Sono rivendicazioni di vecchia memoria, quelle portate avanti dal sindacato. Quasi un cavallo di battaglia dopo il risultato, centrato nel maggio 2010, della prima ondata di assunzioni di ausiliari e pulitori nella società in house, costola dell’azienda sanitaria locale. Rese più attuali ed urgenti alla luce dei presunti scandali relativi all’indagine della guardia di finanza, che ha setacciato i documenti societari (compresi i contratti e gli elenchi del personale in forza ai vecchi appalti), ed il blitz dei Nas che ha rinvenuto le carenze igieniche nell’ospedale di Copertino.

Apriti cielo. E’ stato fin troppo facile, secondo i referenti Salvatore Caricato e Gianni Palazzo, dar fuoco alle polveri della polemica. Rinforzando la posizione dei “detrattori” del processo di internalizzazione pugliese, che ad ogni giro di boa, “colgono l’occasione per negare i risultati raggiunti in termini di risparmio economico, milioni di euro, vanificando un’esperienza di stabilizzazione del lavoro virtuosa e positiva per tutti”. Il riferimento dei sindacalisti alle recenti esternazioni del capogruppo regionale, Rocco Palese, è lampante: sullo scacchiere politico delle internalizzazioni, le pedine del Pdl si muoverebbero puntualmente in direzione contraria.

sanitaservice - assemblea oncologico 007-3Eppure,  all’interno di questo calderone degli oppositori, ci era finito anche il numero uno di via Miglietta, Valdo Mellone, che non ha voluto correre il rischio di essere compresso nel tritacarne mediatico, comunicando ai sindacati la posizione ufficiale della Asl: “Credo in questa sana operazione di politica sociale ed aziendale,  nonostante i fisiologici ritardi”.

E l’assemblea odierna non è certo il luogo dove nascondere la polvere sotto il tappeto:  anche se l’operazione della finanza dovesse essere derubricata a semplice operazione di routine, come sostiene Palazzo, fin’ora la società in house ha navigato a vista. “Abbiamo vissuto alla giornata, subendo scriteriati spostamenti di persone, qui e lì, affidamenti di mansioni improprie senza che quei servizi, di cui si fanno comunque carico i lavoratori, siano riconosciuti ufficialmente dalla Asl”.

Il carico di lavoro, immotivato in proporzione al monte ore, spinge Usb a reclamare una seria programmazione operativa. Tutti assolti, o quasi, i diretti interessati che ora attendono un investimento degli utili raggiunti (e certificati nei bilanci) sotto forma di incentivi al lavoro. Ma senza dimenticare i rami secchi. Le immancabili pecore nere. “Siamo dalla parte di chi lavora, ma senza sconti agli assenteismi e a chi fa il furbo, timbrando un cartellino per recarsi altrove”. Un comportamento che danneggia l’impegno di tutti, precisano i sindacalisti.

L’assemblea si conclude con l’immancabile strigliata ai sindacati confederali cui l’Unione sindacale di base non perdona la volontà di “spaccare la platea” dei lavoratori, dividendo le trattative su tavoli separati. “Con la scusa di riservare le decisioni ai firmatari del contratto collettivo di categoria, mentre noi abbiamo parità e possiamo vantare una rappresentanza interna, grazie alle Rsu, del 50 percento”.

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