Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Matarrelli non fu agevolato, assolti anche in appello i medici del Sert

Confermata in secondo grado la non colpevolezza per i due dipendenti sanitari accusati di false attestazioni cliniche per favorire l'affidamento in prova ai servizi sociali dell'uomo noto alle cronache per due condanne per associazione mafiosa

LECCE – Assoluzione anche in appello per i due dipendenti del Sert. accusati di aver rilasciato, in qualità di medici dell’allora Azienda sanitaria locale Lecce 1, false attestazioni cliniche per favorire l’affidamento in prova al servizio sociale di Giuseppe Matarrelli, che doveva scontare un residuo di pena per condanna definitiva per il delitto di associazione mafiosa. Già in abbreviato il gup Maurizio Saso aveva, accogliendo in pieno le tesi della difesa, stabilito che il "fatto non sussiste", assolovendo i due medici e lo stesso Matarrelli.

Secondo l'accusa Francesco Abate e Roberto Buttazzo, due medici addetti al Servizio tossicodipendenze di Lecce del Dipartimento dipendenze patologiche, avevano falsamente attestato la “effettiva dipendenza da eroina” di Matarrelli, “sulla base degli esami tossicologici e della valutazione clinica effettuata”, fornendo anche un quadro anamnestico falso. I medici, per la Procura, non avevano conoscenza diretta dell’anamnesi del paziente e non avrebbero eseguito alcun esame ematochimico, limitandosi alle sole analisi delle urine, ottenendo dati che rendevano impossibile diagnosticare l’effettiva dipendenza da sostanza stupefacente.

Successivamente, nel novembre del 2006, lo stesso Buttazzo, avrebbe falsamente attestato, in una relazione inviata al Tribunale di sorveglianza di Bologna, che Matarrelli “rispettava le prescrizioni del programma terapeutico” previste dall’affidamento in prova ai servizi sociali. Prescrizioni in realtà mai rispettate dal soggetto interessato, che anzi avrebbe omesso di presentarsi ai colloqui previsti dal programma, evitando in questo modo anche di sottoporsi a prelievi ed esami clinici. Un quadro accusatorio che, come detto non ha trovato riscontro neanche nei giudici della Corte d’appello.

Giuseppe Matarrelli, meglio conosciuto come Mauro, noto imprenditore leccese (titolare dell' Automat service, la società che ha gestito per anni il servizio di rimozione coatta per il Comune di Lecce), è nome noto alle cronache, soprattutto per due condanne per associazione mafiosa datate 1994 e 2003. Per i magistrati l’uomo, vicino al clan di Filippo Cerfeda, era l’imprenditore che faceva affari per sé e per il boss, e che garantiva i contatti con “determinati” ambienti.

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