Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Nessun abuso, assolto con formula piena funzionario comunale

L'ex responsabile del settore Ici del Comune di Lecce, Giuseppe Tondo, era accusato di abuso d'ufficio: per l'accusa avrebbe favorito aziende e privati "illustri", accordando loro sostanziali sconti sull'imposta immobiliare

Palazzo Carafa.

LECCE – Si è concluso con un’assoluzione piena, “perché il fatto non sussiste”, il giudizio nei confronti dell’ex responsabile del settore Ici del Comune di Lecce Giuseppe Tondo, accusato di abuso d’ufficio. Le indagini dei militari della guardia di finanza, coordinate dal sostituto procuratore Imerio Tramis (ora alla procura minorile), avevano messo in evidenza ben undici casi in cui Tondo, abusando delle sue funzioni, aveva procurato intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale ad alcune aziende e ad alcuni privati. Una tesi non condivisa dai giudici della seconda sezione penale che, accogliendo in pieno la tesi difensiva del legale dell’imputato, l’avvocato Francesca Conte, hanno assolto Tondo.

Al centro dell’inchiesta l’applicazione, secondo l’accusa, in maniera immotivata e infondata, di notevoli sconti sull’imposta comunale sugli immobili. Sconti che in alcuni casi avrebbero superato la soglia del 70 per cento, provocando, di fatto, un mancato introito alle casse comunali per circa 800 mila euro. Secondo il pubblico ministero tra i presunti beneficiari degli sconti operati da Tondo ci sarebbero stati anche nomi illustri come l’ex assessore allo sport Salvatore Bianco e la SoCoGe spa di Pietro Guagnano, la società costruttrice ed ex proprietaria dei famigerati palazzi di via Brenta. In un caso lo “sconto” effettuato nei confronti di un’azienda immobiliare avrebbe raggiunto la cifra di oltre 300mila euro. Le ipotesi di reato si sarebbero verificate tra il gennaio del 2005 e il dicembre del 2006.

In particolare l’ex responsabile del settore Ici del capoluogo salentino avrebbe fatto notificare al contribuente l’avviso di accertamento per mancato pagamento dell’Ici, documento recante l’importo dovuto calcolato da alcuni periti nominati dal dirigente del settore tributi. In seguito, però, l’imputato avrebbe omesso di avviare l’iter per il recupero delle somme dovute. L’iscrizione a ruolo per il recupero dell’imposta evasa sarebbe avvenuta solo a seguito dell’indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Lecce. Ipotesi e accuse che, come detto, non hanno trovato alcun riscontro dibattimentale. Secondo i giudici, infatti, l’operato del funzionario sarebbe stato corretto non solo sotto il profilo professionale, ma anche sotto quello penale.

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