Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Assolto dopo undici anni. La lunga attesa giudiziaria di un cittadino qualunque

Gianluca Fiorentino fu arrestato perché gli venne attribuita della droga trovata nel condominio. La responsabilità se la prese un altro, che però non fu ritenuto attendibile. Il fascicolo è passato di mano quattro volte

 

LECCE – Un incubo lungo undici anni, alla ricerca di una giustizia che è arrivata solo oggi. La vicenda giudiziaria di Gianluca Fiorentino inizia nel lontano settembre del 2001, quando la polizia rinviene nel condominio della sua abitazione della droga. La proprietà di quella sostanza stupefacente viene attribuita proprio a Fiorentino, nonostante la stessa si trovi in luoghi accessibili anche dall’esterno. Per lui si aprono le porte del carcere e una discesa all’inferno che ha inevitabilmente segnato la sua esistenza. Oltre un anno di reclusione tra istituto di pena e detenzione domiciliare.

Nel corso delle indagini un amico di Fiorentino, Matteo De Nisi, dichiara agli inquirenti che quella droga è sua. Una tesi che, però, non trova riscontro. De Nisi, infatti, è accusato di favoreggiamento e auto calunnia. Bisogna attendere undici anni perché questa complessa vicenda approdi dinanzi a un giudice e sia discussa in un’aula di giustizia. Il fascicolo, infatti, passa di mano tra ben quattro giudici, finendo per essere rinviato, in ogni occasione, di diversi mesi.

Dopo l’ennesimo trasferimento e l’ultimo rinvio, il processo viene finalmente celebrato dinanzi al giudice Fabrizio Malagnino che, accogliendo in pieno la tesi difensiva del legale dell’imputato, l’avvocato Elio Dongiovanni, assolve Fiorentino “per non aver commesso il fatto”. Un’assoluzione piena che ripaga, almeno in parte, l’uomo dall’ingiustizia subita e gli restituisce quella dignità e quella voglia di giustizia per cui ha lottato in tutti questi anni, in cui ha continuato a proclamarsi innocente. De Nisi, invece, assistito dall’avvocato Elda Laudisa, è stato prosciolto per intervenuta prescrizione.

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