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La tanica sequestrata dai carabinieri

La tanica sequestrata dai carabinieri

Fu arrestato per peculato, assolto l'autista dell'Asl di Maglie

Si è conclusa con un'assoluzione piena, perché il fatto non sussiste, la vicenda giudiziaria di Roberto Risi, 58 anni, di Maglie. Secondo l'accusa travasava per uso privato carburante da un'auto dell'Azienda sanitaria locale

LECCE – Si è conclusa con un’assoluzione piena, perché il fatto non sussiste, la vicenda giudiziaria di Roberto Risi, 58 anni, autista della Asl di Maglie (un tempo autista del direttore), arrestato in flagranza di reato, lo scorso 8 aprile, con l’accusa di peculato. I carabinieri di Maglie lo sorpresero mentre, secondo l’accusa, era impegnato nel suo garage a travasare il carburante da una Fiat Panda di proprietà dell’Azienda sanitaria locale, in una tanica. Un sistema ben collaudato secondo gli inquirenti, che avevano rinvenuto tredici taniche di benzina contenenti 85 litri di carburante.

Benzina che, era stato ipotizzato dagli investigatori, serviva ad alimentare la sua auto: una lussuosa Posche Carrera 4 dai consumi elevati. Il blitz dei carabinieri era scattato dopo un lungo periodo di osservazione in cui gli inquirenti avevano notato che Risi, che aveva la possibilità di utilizzare diversi mezzi del parco auto aziendale, era solito condurre le auto nel suo garage. Durante la perquisizione furono rinvenute anche 30 lattine di olio per motori, e numeroso materiale sanitario, tutto sottoposto a sequestro.

L’assoluzione, pronunciata dal gup Giovanni Gallo, è arrivata al termine del giudizio con rito abbreviato condizionato all’ascolto di tre testi. Testimonianze che si sono rivelate fondamentali per discolpare il 58enne. Il primo teste (citato dall’accusa), un dipendente della Asl, infatti, ha spiegato che non vi è mai stato nessun ammanco di benzina relativo all’azienda sanitaria, e che nel periodo in cui Risi ha svolto le mansioni di autista i consumi di carburante sono risultati congrui.

L’altro teste, invece, ha dimostrato che il carburante rinvenuto nelle taniche era in realtà benzina mescolata a gasolio, recuperata da un meccanico immessa per errore nel serbatoio di un autocarro. Il terzo, infine, ha evidenziato come le medicine rinvenute non fossero riconducibili all’Asl, ma, con ogni probabilità, a campioni omaggio. L’imputato era assistito dall’avvocato Dimitri Conte.

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