Non aggredì la donna mentre faceva jogging: 44enne assolto da accusa di violenza sessuale

Non ha commesso il fatto. Questo il verdetto nei confronti di un uomo di Giurdignano accusato violenza sessuale. Alla fine del 2011, fu indicato dalla presunta vittima come il responsabile di un episodio, avvenuto nelle campagne tra il piccolo comune e Otranto

Il Tribunale di Lecce

GIURDIGNANO – Per il giudice non aggredì la donna durante il footing: assolto dall’accusa di violenza sessuale. Il Tribunale ha rigettato così la condanna a tre anni di reclusione che il pubblico ministero in udienza, Stefania Mininni, aveva invocato nei confronti dell’imputato. Questo il verdetto sulla vicenda che ha coinvolto il 44enne di Giurdignano, additato quattro anni addietro, come l’aggressore di una donna che dichiarò di essere stata tallonata mentre praticava sport in località “Padule”.

Quella mattina del 26 novembre del 2011, l’uomo stava rientrando in sella alla propria Vespa ma, poco dopo, fu fermato dagli agenti di polizia del commissariato idruntino: era sospettato di essere l’autore di una violenza sessuale e fu additato dalla stessa presunta vittima che si trovava presso gli uffici della polizia di Stato. A carico del 44enne fu aperto un fascicolo, da parte del pm presso la Procura della Repubblica di Lecce, Paola Guglielmi.

La vittima, nello specifico, denunciò che quel sabato mattina stava facendo jogging quando all’improvviso aggredita da una persona a lei sconosciuta che la raggiunse di spalle, cingendole il collo con il braccio e al contempo strofinandole il viso contro il collo. La donna, allora 32enne, riferì che pur essendo stata immobilizzata dal suo aggressore, riuscì a divincolarsi dalla presa sferrandogli una gomitata e allontanandosi immediatamente correndo verso la propria auto.

Mentre fuggiva incontrò un contadino che lavorava sui fondi limitrofi, al quale raccontò l’accaduto descrivendogli le fattezze dell’uomo e allertò la polizia che interveniva sul posto. La vittima riferì agli agenti che in conseguenza dell’aggressione subita, poiché indossava una collanina, aveva riportato un graffio sul collo e contusioni al piede destro.

Sulla base delle indicazioni fornite dalla parte offesa e dal contadino, fu identificato e fermato l’allora 40enne di Giurdignano nei pressi del cimitero a bordo di una Vespa. Tratto successivamente a giudizio con la grave accusa di violenza sessuale, il 40enne, rimasto contumace, difeso dall’avvocato Sergio Santese, nei giorni scorsi, è stato assolto dalla seconda sezione penale del Tribunale di Lecce per non aver commesso il fatto.

Il Tribunale, infatti, condividendo la  linea difensiva dell’imputato, ha ritenuto che le risultanze istruttorie emerse nel corso del dibattimento non hanno consentito di ritenere provata la penale responsabilità del 44enne nel reato.  Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, le dichiarazioni rese dalla vittima non hanno permesso di appurare con certezza l’identità dell’aggressore: la donna ha riferito di essere stata aggredita da persona a lei sconosciuta, precisando di non aver visto bene il viso di colui che le aveva usato violenza. La stessa vittima nell’immediatezza dei fatti, chiedendo aiuto al contadino gli chiese se conoscesse un soggetto dalla corporatura robusta con una Vespa 50 nera. Le indagini, sulla scorta di quanto ritenuto dall’agricoltore, si concentrarono subito sul 40enne di Giurdignano.

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IL Tribunale, invece, accogliendo la tesi difensiva, ha statuito che il successivo riconoscimento della vittima all’interno del commissariato era del tutto insufficiente, in quanto si trattava di una deduzione effettuata dal contadino sulla base di una descrizione fornita dalla vittima e non supportata da immediati riscontri visivi.

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