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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca

Assunzione “sospetta” di un familiare, Rollo nega le accuse

E’ terminato ieri sera alle 23, l’interrogatorio del direttore della Asl di Lecce che all’indomani della bufera giudiziaria aveva rassegnato le dimissioni. Ha negato tutti gli addebiti per quattro ore davanti alla giudice Simona Panzera

LECCE - Travolto dall’inchiesta giudiziaria “Re Artù” che sei giorni fa ha scosso politica e sanità locale e in cui è indagato per corruzione, il direttore della Asl di Lecce Rodolfo Rollo era uscito di scena rassegnando le dimissioni. Ma i riflettori si sono accesi nuovamente su di lui.

Ieri sera, il 61enne di Cavallino ha sostenuto l’interrogatorio nel tribunale di Lecce, in seguito al quale la gip Simona Panzera avrebbe dovuto decidere se sospenderlo, così come chiesto dal pubblico ministero Alessandro Prontera, dall’incarico. Questi, come detto, all’indomani della notizia di un’indagine sul suo conto, aveva lasciato spontaneamente il  posto al vertice dell’Azienda sanitaria, ma continua ad essere dipendente (al momento è in ferie) e dovrebbe assumere un nuovo incarico di direttore di distretto.

Al fianco dell’avvocato Massimo Manfreda, ha negato il suo coinvolgimento nella vicenda legata all’assunzione a tempo pieno e determinato di un familiare con incarico di dirigente professionale ingegnere nell’ospedale “Panico” di Tricase. Il posto sarebbe stato creato ad hoc, secondo gli inquirenti, come contropartita del suo appoggio al progetto di suor Margherita Bramato, 72enne di Tricase, finalizzato a fare in modo che l’azienda sanitaria acquistasse prestazioni dialitiche erogate dall’ente “Panico”, di cui è rappresentante legale, presso la propria struttura “Santa Marcellina” a Castrignano del Capo.

Sempre secondo l’accusa, a fare da intermediario tra i due, prodigandosi a velocizzare la pratica, sarebbe stato l’ex senatore e assessore regionale al Welfare Totò Ruggeri, e la suora, ottenuta la delibera commissariale di Rollo, il 5 agosto del 2019, e per garantirsi anche le successive determinazioni attuative da parte dello stesso, avrebbe proceduto all’assunzione del parente.

Ma il professionista ha rigettato tutti gli addebiti in circa quattro ore di interrogatorio, spiegando anche la genesi dei rapporti con la fondazione e la Asl antecedenti al suo incarico di direttore generale.

Tra cinque giorni l’avvocato Manfreda presenterà una memoria finalizzata a chiarire le ragioni secondo le quali il nuovo ruolo di direttore di distretto che Rollo dovrebbe ricoprire a breve, riguardando esclusivamente la gestione delle risorse umane, renderebbe nulla l’esigenza cautelare del rischio di reiterazione del reato.

La giudice deciderà se applicare “la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio”, sollecitata dal pm, solo dopo aver valutato queste argomentazioni.

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