Cronaca

Avvocati, l'assemblea proroga l'astensione fino al 3 giugno

Lo hanno stabilito i legali in protesta che si sono dati appuntamento presso l’Hotel Tiziano, questa mattina, per discutere dell’attività svolta in queste settimane di malcontento. La maggior parte dei rappresentanti dell'Ordine degli avvocati di Lecce ha deciso di continuare la protesta iniziata da oltre due mesi

Il Tribunale di Lecce

LECCE – Alla fine ha prevalso la linea degli irriducibili. L'avvocatura salentina continua, seppur divisa e con più di qualche ripensamento l’astensione, prolungandola fino al 3 giugno. E’ questo il verdetto quasi unanime scaturito dall'incontro odierno con cui l’Ordine degli avvocati di Lecce, riunito in un’assemblea straordinaria, ha deciso di continuare la protesta iniziata da oltre due mesi. Nella sala congressi dell’hotel Tiziano, in una riunione quanto mai gremita e partecipata, le toghe salentine hanno discusso dell’attività svolta in queste settimane di protesta.

In molti, soprattutto tra i favorevoli al prosieguo dell’astensione, hanno sottolineato i segnali fumosi e poco concreti giunti dalla politica nazionale e locale nell’ultimo mese. Alle promesse giunte da Roma e dal neo ministro della giustizia Andrea Orlando, non sono seguite proposte fattive e possibili intese a breve o medio termine. La giustizia, nodo cruciale di un paese democratico, sembra uno degli ultimi obiettivi del governo nato sotto l’egida di Matteo Renzi. Il rischio è che l’avvocatura si scinda in due tronconi (tra favorevoli e contrari), viste le inevitabili ripercussioni giuridiche ed economiche. Un rischio cui va sommato il pericolo di isolamento che vede la provincia leccese farsi quasi portavoce di u malessere che travalica i confini regionali.

Tanti i temi al centro della protesta: dal costo della giustizia, aumentato di oltre il 50 per cento con oneri a carico dei cittadini elevatissimi, alla redistribuzione delle sedi giudiziarie e la soppressione di molte di esse (che ha portato, secondo l’avvocatura, i tempi e i costi delle esecuzioni nei confronti dei debitori ad allungarsi a dismisura). In particolare, si contesta l’aumento delle spese giudiziarie, con la marca da corrispondersi al momento dell’iscrizione della causa a ruolo, passata da 8 a 27 euro dallo scorso primo gennaio. Così facendo si finirebbe per scoraggiare l’accesso alla tutela giudiziaria da parte dei cittadini.

Per avviare un’azione civile, infatti, è necessario sobbarcarsi le spese di notifica dell’atto, contributo unificato (importo minimo 37 euro per cause di valore fino a 1.100 euro), marca da bollo da 27 euro e, quando è prevista dalla legge, mediazione obbligatoria, oltre il pagamento di altre eventuali marche per la richiesta e ritiro di sentenze, ordinanze e decreti ingiuntivi e dell’imposta per la registrazione degli stessi. Nel settore penale, inoltre, lo Stato minaccia di elevare fino a 10mila euro la sanzione pecuniaria in caso d’inammissibilità? del ricorso.

Nelle prossime settimane l’avvocatura leccese dovrà fare i conti e inevitabilmente “scontrarsi” con le esigenze e i malumori di una magistratura che vede ormai paralizzata l’attività degli uffici di viale De Pietro. Il prosieguo dell’astensione a oltranza incrinerà inevitabilmente i rapporti con l’Associazione nazionale magistrati, che già si era dimostrata critica per la protesta adottata dall’Ordine (nelle modalità ma non nei contenuti).

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