Cronaca

Ateneo, acquisite le consulenze esterne. Si indaga sul conflitto di interesse

Novità da uno dei tre filoni d'inchiesta sull'Università del Salento: la polizia giudiziaria ha prelevato documenti degli ultimi sei anni. L'analisi delle carte verrà incrociata con l'elenco delle società in cui compaiono il rettore o suoi familiari. Laforgia: "Ben venga l'accertamento"

La sede del rettorato.

LECCE – La polizia giudiziaria ha acquisito la documentazione relativa alle consulenze esterne dell’Università del Salento degli ultimi sei anni. Muove dunque i suoi passi uno dei tre filoni dell’inchiesta – coordinata dal procuratore Cataldo Motta e dal sostituto Paola Guglielmi - sull’ateneo leccese, quello relativo alla cosiddetta “galassia Laforgia”.

Il conservatore della Camera di commercio di Lecce, su incarico della  Procura, ha infatti redatto nelle scorse settimane un elenco delle società nelle quali compare, a vario titolo, il rettore dell’università, Domenico Laforgia (nella foto), e l’analisi delle consulenze dovrebbe consentire di individuare presunti conflitti di interesse tra l’attività privata e quella pubblica del magnifico.

rettore-7Intanto domani dovrebbe essere ascoltata Claudia De Giorgi, che ricopre pro tempore la funzione di direttore generale. L’ex componente dell’ufficio legale ha preso il posto di Emilio Miccolis dopo le dimissioni rassegnate in ottobre a causa dello scandalo delle registrazioni di alcuni colloqui avuti con due sindacalisti. Vicende che fanno parte di un altro filone d’indagine nel quale il reato ipotizzato è abuso d’ufficio e violenza privata.

Il terzo ambito dell’attività investigativa, infine, riguarda l’edilizia universitaria ed ha avuto origine da un esposto che avrebbe segnalato anomalie nell’affidamento dei lavori e nell’assegnazione delle gare d’appalto. Incontri riservati e “fughe di notizie” ne avrebbero alterato il regolare svolgimento. L’Università del Salento è in fase di espansione: diversi i progetti in cantiere, tra cui quello del grattacielo nel campus di Ecotekne. Il 13 febbraio scorso, come persona informata dei fatti, è stato ascoltato dal sostituto procuratore Paola Gugliemi l’ingegner Antonio De Vitis, coordinatore dell’ufficio “ripartizione tecnica” dell’ateneo. Il reato ipotizzato, a carico di ignoti, è quello di abuso d’ufficio.

Nella serata, intanto, il magnifico rettore, Domenico Laforgia, ha tenuto a fornire le sue precisazioni. “Non ci sono mai state consulenze affidate dall’Università a società che fanno riferimento alla mia persona o a persone a me vicine. Ben venga un accertamento documentale che lo dimostri in maniera indiscutibile una volta per tutte – prosegue - e metta fine a questa operazione diffamatoria che va avanti oramai da mesi sulla base di teoremi che leggiamo sulla stampa ed esposti anonimi. Mi auguro che si giunga presto alla conclusione di questa vicenda soprattutto in vista delle importanti decisioni che dovranno essere prese nel prossimo futuro, che ci auguriamo libere da ambigue ipoteche. Nonostante l’amarezza di vedere l’enorme lavoro svolto in ormai sei anni messo quasi in ombra da una campagna mediatica calunniosa – conclude -, ho piena fiducia nell’operato della magistratura e negli anticorpi che la nostra università ha oramai sviluppato”.

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