Università, fondazione Notte della Taranta e mondo politico uniti nel cordoglio

Antonio Cassiano nel corso della sua quarantennale attività culturale ha intessuto rapporti stretti con le maggiori istituzioni del territorio che oggi, al pari degli amici e dei collaboratori, lo piangono esprimendogli la massima gratitudine per il lavoro fatto nel Salento

LECCE – La morte di Antonio Cassiano ha scosso non solo la comunità culturale più strettamente legata alle attività del direttore emerito del museo “Sigismondo Castromediano”, ma esponenti delle istituzioni e del mondo politico.

Per Vincenzo Zara, rettore dell’Università del Salento, dove Cassiano si era inizialmente formato e dove era successivamente tornato come docente presso la facoltà di Beni Culturali, “è vivo il ricordo della sua passione e del suo entusiasmo per lo studio e per la divulgazione, e della sua attenzione per gli studenti, che spesso guidava fuori dalle aule coinvolgendoli nelle sue attività sul campo. Tirocini ante litteram, potremmo dire, tra i segnali di una concezione dell’Università come istituzione culturale aperta e viva, e dei beni culturali come patrimonio da conoscere e fruire in modo letteralmente tangibile e concreto”.

“Con Antonio Cassiano – commenta Adriana Poli Bortone - se ne va un amico, un punto di riferimento per la cultura salentina ed un grande operatore culturale. Con la sua attività scrupolosa e attenta, con la sua passione e profonda conoscenza ha contribuito alla crescita e alla valorizzazione del patrimonio artistico, storico e culturale del nostro territorio. La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per il Salento”.

Anche il presidente della Fondazione La notte della Taranta, Massimo Manera, ha voluto esprimere il suo cordoglio: “Con la sua instancabile attività e la direzione del museo Sigismondo Castromediano, Tonino Cassiano ha rappresentato la tradizione artistica della nostra terra e contestualmente è stato propositore di nuove tendenze e nuove visioni culturali. Tonino ha sostenuto sin da subito l’opera della fondazione che oggi gli è profondamente grata soprattutto per l’insostituibile contributo dato alla sua nascita”.

Il consigliere regionale del Pd, Ernesto Abaterusso, ricorda “un uomo che ha speso tutta la sua vita per la cultura con amore, dedizione e passione condividendo il suo infinito sapere con gli amici, i colleghi e con le persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo lungo il loro cammino perché lui era così, una persona di cuore, un grande professionista che mancherà a tutti noi e al quali saremo eternamente grati”.

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“Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di collaborare con lui – ricorda Salvatore Negro, consigliere regionale dell’Udc - prima come sindaco per la realizzazione del museo di Muro Leccese e poi nella commissione cultura del consiglio provinciale dove ci siamo confrontati per lunghi anni uniti dalla stessa passione per l’architettura ed i beni culturali. Il mio paese, in particolare, lo ha visto spesso relatore di interventi in incontri e dibattiti e lo ricorda come animatore insostituibile del progetto La Provincia restaura, grazie al quale sono state restaurate diverse tele oggi presenti nelle chiese di Muro. A lui va la nostra profonda gratitudine ed il nostro ricordo affettuoso”.

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