Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Ateneo in ginocchio. Denunce e “censure" all'inaugurazione dell'anno accademico

Si infittisce il fascicolo dei presunti abusi da consegnare ai magistrati. Infuria la polemica sulla consulenza a Fiorentino, e su mancato spazio concesso ai sindacati nella prossima inaugurazione. Laforgia: "Non vedo il problema"

Il rettore Laforgia nel corso dell'inaugurazione di un anno accademico.

 

LECCE- La biglia sul tavolo inclinato dell’Università del Salento continua a scivolare giù veloce, rischiando di travolgere nella sua corsa l’intera amministrazione Laforgia. I sindacalisti sul piede di guerra da mesi continuano a lavorare per  “scoperchiare il vaso di Pandora dell’ateneo”. E poco alla volta si aggiungono dettagli su presunte procedure concorsuali illegittime, discussi incarichi, tasselli nel puzzle di “una gestione dell’università semplicemente totalitaria e modellata sulla logica dell’amico, nemico”, per usare le parole del sindacalista Cgil Manfredi De Pascalis che da quelle registrazioni depositate in Procura in poi, sembra aver tratto nuova forza per rinvigorire la battaglia della trasparenza in ateneo.

Al suo fianco, ed al fianco del collega Uil Tiziano Margiotta, un compatto dispiegamento sindacale degno di altri tempi: tutti al lavoro per rimpinguare il fascicolo di presunti abusi consegnato nelle mani dei magistrati. Già nel fine settimana il faldone di documenti potrebbe finire sulle scrivanie delle Procura della Repubblica, con integrazioni su “procedure concorsuali poco trasparenti e atti amministrativi illegittimi relativi allo Statuto dell’ateneo, al regolamento e allo Statuto della Fondazione”, spiega De Pascalis.

Nuove segnalazioni che, secondo il sindacalista, completano il quadro di una gestione dell’ateneo “viziata, perché ovunque la si guardi, quando si focalizza lo sguardo con la lente d’ingrandimento, saltano fuori vizi procedurali”. Non sono trascorse, infatti, neanche 24 ore dall’ultima miccia che ha innescato la polemica sulle consulenze assegnate dall’Università. Al centro del mirino ci è finita, stavolta, la moglie di Luigi Maniglio: l’architetto Irene Fiorentino che ha firmato lo studio di fattibilità sul progetto di manutenzione straordinaria dell’edificio ex Sperimentale Tabacchi, mentre il coniuge, in qualità di dirigente comunale all’Urbanistica, si occupava del parere di regolarità tecnica.

Al di là della legittimità della consulenza affidata all’architetto, secondo De Pascalis, il punto è un altro: “Era davvero necessario rivolgersi all’esterno, quando del progetto si sarebbero potuti occupare i nostri uffici tecnici?”. Caso analogo, a detta del sindacalista, a quello delle consulenze per i brevetti: qui, secondo lui, entra in ballo “l’articolo 7 del regolamento interno dell’ateneo che prevede l’individuazione dei consulenti con procedura selettiva”. In poche parole, secondo lui, l’Università avrebbe dovuto acquisire almeno tre diversi preventivi, per poi operare una scelta. Il tutto senza dimenticare che “parliamo di una pubblica amministrazione tenuta a rispettare le procedure di evidenza pubblica”.

Le ultime vicissitudini del malconcio ateneo salentino, sarebbero solo la prova che “non si tratta di una questione personale e di potere”, aggiunge lui. Il muro contro muro coinvolgerebbe l’intero mondo sindacale, docenti e alcune facoltà, organizzazioni studentesche ed esponenti politici di ogni estrazione. Ormai il fronte anti-Laforgia sembra essersi delineato, mentre “chi difende il sistema lo fa perché si è abbeverato a questa fonte fino a ieri, e non intende smettere”.

In questo clima infuocato, persino l'inaugurazione dell'anno accademico programmata per lunedì prossimo a Brindisi, diventa terreno di scontro. “Da quando è arrivato il rettore Laforgia, tutto è cambiato”, scrivono in un’amara nota sindacale gli esponenti di Cgil, Cisl, Uil e Snasl parlando di un appuntamento che, in passato, rivestiva una grande importanza per tutta la comunità universitaria.

Per quest'anno, invece, non sono previsti interventi né degli esponenti sindacali, né della consulta del personale tecnico-amministrativo. “Quest'ultima scelta – spiegano i referenti confederali e di Snals - è probabilmente riconducibile alla possibilità che la consulta potesse esprimere opinioni fortemente critiche. Ed è così che il rettore ha deciso di censurarla preventivamente, togliendo la voce a tutti i lavoratori”.

Non si è fatta attendere la replica di Domenico Laforgia che motiva la decisione appellandosi alla recente legge Gelmini la quale “assegna al direttore generale la gestione complessiva e l’organizzazione dei servizi, delle risorse strumentali e del personale tecnico amministrativo dell’ateneo. Con la 240/10 il direttore diviene il maggiore rappresentante del personale”.

“D’altra parte, molte altre università in Italia hanno seguito lo stesso approccio per la cerimonia di inaugurazione, che è il momento in cui gli atenei si raccontano al territorio e rappresentano i risultati ottenuti. – prosegue il rettore - In quest’ ottica, altri atenei non fanno parlare neppure il rappresentante degli studenti, ai quali noi invece abbiamo voluto lasciare spazio perché loro rappresentano gli utenti finali della nostra formazione. Non vedo pertanto alcun problema.”

I sindacati gridano però alla “censura”. E non si tratterebbe nemmeno del primo caso in ateneo: “E’ accaduto che il rettore eliminasse dalla rassegna stampa una testata locale, o che la stessa rassegna fosse oscurata in determinate occasioni, oppure ancora che i canali di comunicazione interna fossero disponibili per taluni e inaccessibili per altri”. Le organizzazioni sindacali non demordono e preannunciano iniziative in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico che vedrà anche la partecipazione del ministro Profumo.

 

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