Atrio di Palazzo dei Celestini: via le autovetture ma arrivano le vespe

La scena non è certa passata inosservata ai tanti turisti e passanti che attraversavano il cinquecentesco atrio di Palazzo di Celestini, capolavoro del Barocco. Al lavoro, infatti, tre mezzi dei vigili del fuoco alle prese non con incendi o crolli ma con la presenza, in uno di cornicioni situati al primo piano dello storico edificio, di nidi di vespe

LECCE – La scena non è certa passata inosservata ai tanti turisti e passanti che, nonostante la pioggia, poco dopo mezzogiorno attraversavano il cinquecentesco atrio di Palazzo di Celestini, capolavoro del Barocco. Al lavoro, infatti, tre mezzi dei vigili del fuoco alle prese non con incendi o crolli ma con un evento naturale altrettanto pericoloso. In uno di cornicioni situati al primo piano dello storico edificio, erano ben visibili due nidi di vespa proprio in prossimità del pennone su cui sono fissate la bandiera italiana e quella della Comunità europea.

Sul posto, come detto, muniti di mezzi e dell’ausilio di un esperto in materia, sono intervenuti i vigili del fuoco, che garantiscono gli interventi in ambito pubblico e privato nelle situazioni definite dal Ministero dell'Interno, a titolo gratuito. Il tutto sotto lo sguardo attento e incuriosito dello stesso prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta.

In genere le vespe non aggrediscono l’uomo, ma se sentono di essere minacciate possono procurare punture molto dolorose: iniettano un veleno che potrebbe rivelarsi più o meno pericoloso. Il pericolo aumenta in caso di punture multiple. Alcuni soggetti possono essere particolarmente sensibili al veleno, in questi casi una singola puntura di vespa può scatenare una crisi grave conosciuta come shock anafilattico, che impone un’immediata somministrazione di farmaci appropriati e il trasporto al pronto soccorso.

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Gli imenotteri aculeati (vespe e calabroni) vivono in comunità e solo una stagione. La formazione dei favi avviene con un inizio nidificazione in tarda primavera e un massimo sviluppo in piena estate, la costruzione del nido avviene con materiali di cellulosa. Le zone preferite per nidificare sono quelle calde, tranquille e riparate, in particolare: mura perimetrali, controsoffitti, camini, solai, sottotetti e cornicioni.

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