Attentati in città, scoperta base operativa dei latitanti. Sequestrati armi e ordigni

Era un garage a cavallo tra il quartiere stadio e la zona 167 una delle basi operative di Francesco Mungelli e Alessandro Greco, i due latitanti arrestati all'alba di ieri dagli uomini della squadra mobile d Lecce, guidati dal vicequestore Sabrina Manzone

LECCE – Era un garage a cavallo tra il quartiere stadio e la zona 167 una delle basi operative di Francesco Mungelli e Alessandro Greco, i due latitanti arrestati all’alba di ieri dagli uomini della squadra mobile d Lecce, guidati dal vicequestore Sabrina Manzone.

Un locale anonimo confuso tra decine di garage identici, cui gli investigatori sono giunti seguendo le preziosi informazioni di una fonte confidenziale. Nel covo della loro ultima latitanza, un b&b nelle vicinanza dei Porto Cesareo, Mungelli e Greco custodivano la chiave della cancellata d’ingresso ai vari box. Il garage era chiuso con un lucchetto che i vigili del fuoco hanno provveduto a rimuovere.

All’interno gli agenti hanno trovato un piccolo arsenale: tre ordigni di fabbricazione artigianale, completi di miccia e detonatore. L’esplosivo, suddiviso in tre bombe del peso di 341,46; 347,40 e 177,50 grammi, era conservato all’interno di un frigo espositore. Sono stati gli artificieri della questura del capoluogo salentino a disinnescare gli ordigni e a metterli in sicurezza.

Nel garage gli investigatori hanno trovato anche una pistola Beretta calibro 7,65 con matricola abrasa, colpo in canna e munizioni. L’arma era custodita in uno zainetto. Sequestrati anche 46 proiettili calibro 38, compatibili con la pistola trovata nel covo dei due latitanti, nascosta in un comodino. Nel garage era nascosta anche una motocicletta, una Ducati “Street Fighter” (risultata rubata) e due caschi integrali.

La polizia, sulle base dei primi rilievi e le prime comparazioni investigative e di natura tecnica sul tipo di armi e gli esplosivi sequestrati, così come sulla moto e i caschi rinvenuti, ritiene che il garage fosse utilizzato come base operativa per molti dei recenti episodi di intimidazione avvenuti nelle ultime settimane nei confronti di esercizi commerciali.

Le operazioni condotte delle forze dell’ordine hanno provocato un vero terremoto all’interno della criminalità organizzata. Da un lato gli arresti hanno creato l’esigenza di reperire denaro necessario al sostentamento dei detenuti e delle loro famiglie, dall’altro è in corso un assestamento delle dinamiche criminali. Il fragile equilibrio che aveva caratterizzato i rapporti tra i vari gruppi sembra essersi spezzato, innescando una lotta per il controllo del territorio e delle attività illecite, alla ricerca di una nuova egemonia criminale.  

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