Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Attentato al negozio "Sogni", il pentito Gioele Greco conferma le accuse

Sentito in videoconferenza, il collaboratore di giustizia leccese ha confermato quanto già dichiarato agli inquirenti

LECCE – E’ ripreso oggi, dinanzi al giudice monocratico della prima sezione penale del Tribunale di Lecce, il processo ai tre imputati coinvolti nell'ambito dell'inchiesta sull'attentato che, nella notte tra l'uno e il 2 agosto 2011, distrusse il negozio “Sogni”, in pieno centro a Lecce, danneggiando lo stabile e alcuni esercizi commerciali adiacenti.

Nel corso dell’udienza è stato sentito, in videoconferenza, il collaboratore di giustizia Gioele Greco. Nelle lunghe deposizioni rilasciate agli inquirenti dopo al decisone di collaborare, Greco ha riferito i retroscena dell’attentato: “Per quanto riguarda la morte di Michele De Matteis lo stesso come sapete era mio intimo amico. Nell’estate del 2011 io ero agli arresti domiciliari e più volte Michele è venuto a trovarmi. Sapendo della mia esperienza e di un mio amico in tema di incendi alle auto e alle case mi chiese di incendiare il negozio “Sogni” perché il suo amico Giampiero Schipa era intenzionato a incassare l’indennizzo assicurativo. Il mio amico si dichiarò disponibile. E’ stato in una delle uscite che ho incontrato presso la sua tabaccheria Giampiero Schipa ed abbiamo parlato in relazione all’incendio del negozio “Sogni”. Ho confermato allo Schipa la mia disponibilità e dato che lui mi ha chiesto quando doveva darmi gli chiesi 500 euro che io avrei dato ad un mio amico senza dirgli il nome. Schipa si disse d’accordo e specifico che i 500 euro li avrebbe mandati con Michele. Eravamo pronti ad eseguire quanto pattuito ma Michele continuava a venire a trovarmi., mi diceva di pazientare perché voleva trasferire alcuni beni  che si trovavano all’interno del negozio.

Ero ancora in attesa dell’indicazione di Michele per poter eseguire l’incendio quando un mattino mi chiamò mia zia per avvisarmi che avevano trovato il cadavere di un certo Michele in Piazza Mazzini sepolto sotto le macerie del negozio “Sogni”. Dopo un momento di incredulità ebbi conferma che Michele era in realtà Michele De Matteis e per questo motivo mi sono disperato tentando di chiamare ripetutamente lo stesso al suo cellulare sperando quasi che mi rispondesse”. Un racconto confermato sostanzialmente nella deposizione odierna, durata circa novanta minuti.

In quella terribile esplosione, che squarciò il silenzio della placida notte del capoluogo salentino, morì Michele De Matteis, 32enne leccese, l'uomo che secondo l'accusa era stato ingaggiato per compiere l'attentato ma che nello scoppio perse la vita. Gli imputati sono i coniugi (separati) Gianpiero Schipa, 48enne di Lecce (già proprietario dell'esercizio commerciale) e Maria Speranza Bianco, 39enne di Surbo, e il tarantino Gennaro De Angelis, 62enne, di Taranto, titolare del negozio, ma considerato dagli inquirenti un prestanome.

I tre, secondo l'ipotesi accusatoria (del fascicolo è titolare il sostituto procuratore Guglielmo Cataldi), avrebbero agito per intascare il premio assicurativo. Soldi con cui De Angelis, come ha spiegato il procuratore Cataldo Motta, avrebbe dovuto saldare il debito contratto proprio con Schipa. La vicenda, però, avrebbe avuto un epilogo tanto inaspettato quanto tragico. L'accusa nei loro confronti è di frode assicurativa, incendio doloso e morte come conseguenza di altro delitto. Si sono costituiti come parte civile una decina di proprietari coinvolti nell'esplosione (tra cui alcuni studi professionali) e la compagnia assicurativa, avanzando una richiesta di risarcimento danni di alcuni milioni di euro.

La morte del 32enne fu una tragica fatalità. La situazione sfuggì di mano al giovane, infilatosi in un'intercapedine, nello scantinato sottostante al locale. Il liquido infiammabile evaporò e si generò una miscela esplosiva e letale. Lui morì carbonizzato, e la deflagrazione fu tale che crollarono muri di separazione di diversi immobili nel condominio vicino, rimasero danneggiati due esercizi commerciali attigui e subirono conseguenze anche alcune auto posteggiate nei pressi del negozio.

Gli imputati furono arrestati l'8 marzo scorso, dopo un'indagine partita proprio dalla morte di De Matteis e durata sette mesi, con un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Nicola Lariccia e dopo la ricostruzione minuziosa di diversi passaggi chiave nell'amministrazione della società che gestisce il negozio, fino alla cessione del capitale sociale a Gennaro De Angelis e la successiva stipula della polizza assicurativa.

Le indagini si soffermarono anche sui rapporti interpersonali, scoprendo, grazie a vari testimoni, l'esistenza di un rapporto di lavoro che sconfinava nell'amicizia fra il defunto De Matteis e i coniugi Schipa. Aspetto significativo, perché, sarebbe arrivato da qualcuno di loro l'input a mettere a segno l'attentato. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Amilcare Tana, Giancarlo Dei Lazzaretti e Cosimo Rampino.

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