Cronaca

Attentato di Brindisi, indagini serrate. Attesi in migliaia per la manifestazione

Ad una settimana dall'attentato che sabato scorso ha ucciso Melissa Bassi e ferito altre cinque studentesse, una cerimonia religiosa è stata celebrata nella scuola . Si cerca il mezzo usato per trasportare l'ordigno: un furgone

Foto di Antonio Quarta.

LECCE – Ad una settimana dall'attentato che sabato scorso ha ucciso Melissa Bassi e ferito altre cinque sue compagne di scuola, una cerimonia religiosa è stata celebrata nella scuola Morvillo-Falcone colpita dall' attentato. Alla messa hanno partecipato gli studenti dell'istituto Morvillo e quelli di alcune classi del vicino istituto tecnico Majorana con i docenti e alcuni genitori. La cerimonia è stata celebrata dal vicario generale della diocesi di Brindisi, monsignor Giuseppe Satriano. Finita la cerimonia, alcuni studenti sono usciti dalla scuola in silenzio: indossando le magliette bianche con la scritta “Io non ho paura”, che è lo slogan della manifestazione nazionale promossa dagli stessi studenti e per cui sono attese migliaia di persone.

Sui cancelli dell'istituto e lungo le transenne che delimitano la zona dove è avvenuto l'attentato sono affissi striscioni con scritte che ricordano Melissa Bassi, i suoi sogni spezzati e parlano del desiderio dei ragazzi di restare uniti per vincere la violenza e la paura. Il marciapiede all'angolo della scuola è ricoperto di fiori e di dediche alla studentessa uccisa. Ancora oggi vi sono persone che fermano l'auto dinanzi alla scuola e depongono un fiore, una candela, un pensiero per Melissa e per le altre studentesse ferite.

mesagne5 (1)-2Sul fronte delle indagini gli inquirenti stanno stringendo il campo sugli attimi terribili che hanno preceduto e seguito l'attentato di sabato scorso. Su quei tragici frangenti sono stati raccolti nelle ultime ore importanti dettagli che danno un’indicazione più precisa sulla dinamica dell'attentato. In questura sono stati ascoltati numerosi testimoni chiamati a fornire indicazioni utili alle indagini. Tra queste, anche quella riguardante la presunta presenza, poche ore prima dell'attentato, nelle vicinanze della scuola, di un furgoncino Pick Up dal quale sarebbe stato scaricato il bidone azzurro nel quale erano nascoste le tre bombe di gpl utilizzate come ordigno. Circostanza che “merita attenzione” hanno riferito fonti investigative, facendo intendere che questo particolare, se confermato, rafforzerebbe l'ipotesi che l'attentatore non ha agito da solo. Intanto ieri sono stati diffusi due nuovi fotogrammi dell'attentatore.

Proprio davanti all'istituto scolastico gli investigatori continuano a cercare la soluzione del giallo, lì sperano di trovare elementi utili anche esaminando i resti dell'ordigno che ha seminato la morte sabato scorso. Si tratta di sapere se le tre bombole contenessero solo gpl oppure altre sostanze utili a comporre una miscela esplosiva, ad esempio diserbante o nitrato d'ammonio. Per il chimico e tossicologo forense Roberto Gagliano Candela, docente ordinario all'università di Bari, non ci sono praticamente dubbi: le bombole contenevano una quantità minima di gas, quindi avevano una potenza più devastante a contatto con l'aria, e non altre miscele esplosive. 

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