Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Atti di coraggio sconosciuti: catena umana e funi per salvare tre turisti

Bagnini dello stabilimento del 61° Stormo e volontari hanno sfidato il mare grosso. Uno dei bagnanti preso in exremis

Una barca di salvataggio (foto di repertorio).

SANNICOLA – Storie di coraggio e abnegazione. Atti eroici spesso sconosciuti o che passano in sordina perché subissati da altri eventi. Certo è che il mare, giovedì scorso, ha rischiato di fare molte vittime. E solo una ferrea volontà, quella che moltiplica le forze umane, ha fatto la differenza sulla sottile linea di confine fra la vita e la morte.

Nel pomeriggio del 14 luglio, quando s’è consumata la tragedia di Porto Cesareo, con la morte di un turista di Trento (evento che ha assorbito l’interesse generale), anche in altre località dello Jonio si sono verificate situazioni complesse. Molto complesse. Con salvataggi in extremis.

Se nella stessa Porto Cesareo, quel drammatico tardo pomeriggio, sono stati numerosi i salvataggi di bagnini, militari della guardia costiera dell’ufficio locale marittimo di Torre Cesarea, semplici volontari, a diversi chilometri di distanza, a Lido Conchiglie, fra Sannicola e Gallipoli, si stavano consumando storie dai contorni fin troppi simili. Tanto che ben tre turisti, due uomini e una donna, tra i 50 e 55 anni, hanno rischiato di essere trascinati al largo dalla risacca.

Come altri bagnanti, sono stati colti di sorpresa dall’improvviso cambiamento delle condizioni meteo. Erano in acqua, davanti allo stabilimento balneare del 61° Stormo dell'Aeronautica militare. A un certo punto, le correnti hanno raggiunto una tale intensità, da non permettergli più di raggiungere la spiaggia. Risucchiati dalle onde, trasportati a circa 300 metri dalla costa. E in preda al panico.

E allora, solo il tempestivo intervento di quanti hanno sfidato il mare grosso, ha permesso di strapparli alla morte. In un caso in particolare, davvero per il rotto della cuffia. Tali le condizioni, che uno dei bagnini dello stabilimento è riuscito a raggiungere il punto dov’era in difficoltà uno dei tre turisti soltanto a nuoto; il suo collega, infatti, invano ha tentato con il pattino di salvataggio: respinto di diversi metri per ogni passo conquistato, fino a rovesciarsi anche un paio di volte. Persino guardia costiera e due agenti di polizia in acquascooter, in servizio presso il commissariato di Gallipoli, hanno avuto estrema difficoltà a raggiungere la zona.

C’è voluto così anche l’intervento di almeno altre cinque persone, già presenti in spiaggia, per improvvisare una macchina di soccorsi. Fra loro, un appuntato scelto dei carabinieri neretino, libero dal servizio, in forza presso la compagnia di Manduria. Bagnini e volontari sono riusciti così a salvare prima la donna e poi, mettendo poi in atto una vera e propria catena umana, incuranti di un mare sempre più pericoloso, con l'aiuto di grosse funi, hanno riportato i due uomini a riva, consegnandoli nelle mani dei sanitari del 118, intervenuti nel frattempo sul posto.

Uno dei due malcapitati era davvero in condizioni critiche. Presentava gravi difficoltà respiratorie, tanto da perdere persino i sensi. La situazione è stata poi stabilizzata nelle ore successive. Per tutti, dunque, un immenso spavento e una situazione che s’è comunque risolta per il meglio grazie alla temerarietà di un gruppo di uomini.

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