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Atti persecutori al sindaco di Tuglie: era recidivo, condannato a due anni

Nonostante colpito da una sentenza di condanna per fatti analoghi, a marzo 2017 ricominciò a molestare il primo cittadino

E’ stato condannato a due anni di reclusione Giuseppe Pezzulla, 49 anni, di Tuglie, accusato di aver perseguitato il sindaco del suo paese, Massimo Stamerra. La sentenza è stata emessa nelle scorse ore dal gup (giudice per l’udienza preliminare) Simona Panzera, al quale il pubblico ministero Maria Consolata Moschettini aveva invocato un anno e 8 mesi.

Secondo l’accusa, Pezzulla, nel marzo 2017, nonostante fosse stato colpito da una sentenza di condanna per fatti analoghi, ricominciò a molestare il primo cittadino (parte civile al processo con l’avvocato Alessandro Greco), presentandosi ripetutamente in Comune, anche con violenza, e rivolgendosi a lui con minacce e insulti. Era il 5 novembre 2017, quando avrebbe frantumato i vetri della porta dell’ufficio della vittima con un calcio e dopo cinque giorni, ubriaco, avrebbe intimato Stamerra di lasciare il mezzo.

Al suo rifiuto, avrebbe perso completamente le staffe: avrebbe afferrato il sindaco per il collo danneggiandogli gli occhiali da vista per poi sferrargli un pugno al volto, così da provocargli lesioni giudicate guaribili in 10 giorni, e avrebbe continuato a sfogare la sua rabbia sferrando calci e pugni contro l’autovettura. L’episodio costò a Pezzulla l’arresto e oggi la condanna. Era difeso dall’avvocato Isidoro Bernardi.

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