Cronaca

Chiesto il sequestro per un lotto vincolato. Foglio di via per attivista No Tap

La vicenda risale al 2015, ma la ripresa dei lavori ha portato alla reiterazione dell'istanza presso la procura. Contestati a un giovane di Carpigano Salentino un caso di violenza privata e un blocco stradale

Presso il cantiere a San Basilio. Foto di archivio.

LECCE – Tra le diverse particelle di terreno interessate dalle attività propedeutiche e di cantiere per il gasdotto Tap, ve ne è una di proprietà della Regione Puglia. Diversamente dalle altre, ha uno status particolare: essendo stata bersagliata da incendi è sottoposta a vincolo di destinazione.

La questione fu già posta nel 2015 ma venne archiviata su richiesta del pubblico ministero perché l'eventuale violazione, si disse allora, si materializza soltanto con la messa in opera, a quel tempo non ancora attuale. Sono trascorsi circa due anni, l’accelerazione impressa alla fase di cantierizzazione è sotto gli occhi di tutti ed è testimoniata dalla discussa ordinanza prefettizia del 13 novembre con la quale è stata creata una sorta di zona rossa nell’area interessata. La vicenda di quella particella torna dunque all’attenzione della magistratura grazie a un esposto presentato in procura nei giorni scorsi dall'avvocato Francesco Calabro (per conto del presidente del Comitato No Tap Salento) con la richiesta di sequestro del lotto.

Vincolo almeno fino al 2021

L’istanza fa riferimento alla particella 148 foglio 9 del catasto presso il Comune di Melendugno: quel terreno è stato iscritto nel registro delle aree percorse dal fuoco con delibera di giunta nel 2007 (l’ultimo rogo documentato risale all’ottobre del 2011). In base alla normativa di settore la sua destinazione non può mutare nei successivi 15 anni dall'ultimo incendio e non possono essere realizzati per dieci anni edifici, strutture e infrastrutture per insediamenti civili e produttivi, pena la loro demolizione. Nell’esposto si sottolinea come la recinzione che serve a creare la cosiddetta area di rispetto attorno al cantiere (e che interessa anche il lotto in questione) avrà comunque carattere definitivo, consentendo così un pieno riferimento alle previsioni della legge 353 del 2000.

Si va, a dirla tutta, anche oltre con la richiesta di valutare anche l'ipotesi di sequestro preventivo dell'area del pozzo di spinta per la mancata osservanza della prescrizione numero 31 - contenuta nel decreto di autorizzazione unica del ministero dello Sviluppo Economico - con la quale si impone un piano di monitoraggio ambientale. In particolare non è stata ancora richiesta al Comune alcuna autorizzazione per le deroghe dal punto di vista dell'impatto acustico nell'area di cantiere nè, per la componente "acque sotterranee", sarebbe stato effettuato il monitoraggio di "almeno quattro mesi" dei parametri fisico chimici e dei livelli piezometrici prima dell'inizio delle attività di costruzione.

Foglio di via per tre anni ad un attivista

Intanto è stato notificato un foglio di via a un giovane attivista di Carpignano Salentino: in pratica non potrà accedere al territorio comunale di Melendugno per tre anni, se non con autorizzazione. Gli vengono imputati un caso di violenza privata - non aver fatto passare l'auto con a bordo un ingegnere incaricato di effettuari dei rilievi nei pressi del cantiere di San Basilio, il 24 ottobre scorso - e un blocco stradale nei pressi di Masseria del Capitano, sito di stocaggio degli ulivi, nella notte del 16 maggio. In caso di violazione sarà denunciato penalmente.

Di questo provvedimento, firmato dal questore Leopoldo Laricchia, si è parlato ieri e con grande indignazione, a Lecce, nel corso degli Stati generali su Ambiente e Salute: vi hanno partecipato amministratori locali di decine di comuni salentini, capoluogo compreso, oltre a Melendugno, Vernole, Martano, Zolllino. Duplice la finalità dell’incontro: inserire la questione del gasdotto nel più ampio contesto della pressione sul territorio provinciale dal punto di vista ambientale e sanitario e lanciare al contempo un messaggio chiaro a quei primi cittadini (Trepuzzi, Andrano e altri) che hanno preso l’iniziativa di partecipare al tavolo sugli investimenti aggiuntivi proposti da Tap e Snam.

Nella prossima Assemblea dei sindaci, organo di rappresentanza presso la Provincia di Lecce, ci sarà un confronto acceso tra due linee: quella di chi rifiuta la trattativa, perché si ritiene l’opera dannosa e inutile o perché l’iter autorizzativo non è ancora concluso (per l’intero metanodotto Snam ma anche per l’assoggettabilità a Via del microtunnel del Tap) e quella di chi, nella convinzione che il gasdotto comunque si farà, ritiene che sia un errore disertare il luogo dove le due aziende propongono i loro progetti da realizzare sul territorio, lasciando nelle mani di altri (sindacati e associazioni di categoria a livello regionale e nazionale) la possibilità di indirizzare alcune scelte.

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