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Una foto scattata dai carabinieri in borghese.

Una foto scattata dai carabinieri in borghese.

Con lo scuolabus in giro per i propri affari: condannato a otto mesi

Un 56enne di Sanarica fu smascherato dai carabinieri che lo seguivano da tempo. Tra l'orario di entrata e quello di uscita degli alunni si dedicava al disbrigo di faccende personali utilizzando il mezzo del Comune. Condannato a 8 mesi di reclusione

LECCE – Le sue mansioni erano quelle di messo comunale e conducente dello scuolabus per il Comune di Sanarica. Sistematicamente, però, dopo aver accompagnato gli alunni a scuola, si allontanava dal posto di lavoro per dedicarsi ad attività di natura privata, riapparendo solo al termine delle lezioni, per riportare i giovani studenti sino alle rispettive abitazioni. Durante la mattinata utilizzava il pullmino del comune per sbrigare le faccende personali, come se nulla fosse.

Un sistema collaudato e ben congegnato quello di Bruno Venneri, 56enne di Sanarica, interrotto dai carabinieri del comando provinciale di Lecce, guidati dal colonnello Maurizio Ferla. Venneri finì ai domiciliari con l’accusa di truffa aggravata e continuata nei confronti di un ente pubblico. Nei suoi confronti fu eseguita un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip Vincenzo Brancato, su richiesta del sostituto procuratore Antonio Negro. Il 56enne era stato indagato anche per peculato d’uso e falsità ideologica commessa da incaricato di pubblico servizio, per aver attestato falsamente la propria presenza sul posto di lavoro, mediante timbrature e sottoscrizioni dei fogli di presenza.

Oggi Venneri ha chiuso i conti con la giustizia patteggiando una condanna a otto mesi di reclusione. La sentenza è stata emessa dal gup Simona Panzera. L’imputato è assistito dall’Avvocato Vincenzo Blandolino. Le indagini sono partite a gennaio 2012. In diverse occasioni i miliari dell’Arma, impegnati nei controlli di routine, hanno notato il 56enne in giro per negozi, e mentre percorreva le strade del paese al volante della sua Fiat Ulysse e dello scuolabus. Sospetti che sono stati poi avvalorati dalle confidenze di alcuni cittadini.

Subito iniziarono i servizi di osservazione, controllo e pedinamento da parte dei carabinieri della stazione di Muro Leccese che, in borghese e a bordo di auto munite di targhe di copertura, seguirono il 56enne per circa 17-18 giorni. In tutto questo periodo, Venneri, fu sorpreso in ambienti diversi da quello comunale. Addirittura, si dedicava anche alla raccolta delle olive: rientrava a casa, si cambiava e, con la raccoglitrice, si recava nella sua campagna. Lì, però, ben nascosti c’erano i carabinieri, pronti a immortalare e riprendere la sua attività.

Per le varie commissioni giornaliere, l’impiegato comunale utilizzava lo scuolabus o la sua auto o l’autovettura comunale Fiat Punto con la scritta “Polizia municipale Terre di Mezzo”. Lo scorso 30 aprile, i militari acquisirono i fogli delle presenze del 56enne, procedendo anche all’ascolto dei dipendenti del Comune. L’ennesimo tassello alle indagini e all’illecita condotta di Venneri.

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