Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Auto dell'agente distrutta dalle fiamme: è caccia a due giovani in scooter

Le immagini del sistema di videosorveglianza mostrano uno dei due attentatori, a volto scoperto, mentre riesce ad accendere il fuoco che di lì a poco distruggerà un'auto solo dopo tre tentativi. Forse è rimasto anche leggermente ustionato. Il conducente aveva invece il volto coperto da casco

MERINE (Lizzanello) – Le indagini dei carabinieri della compagnia di Lecce sono in queste ore frenetiche. E’ caccia aperta, infatti, a due giovani, per il caso dell’auto dell’agente di polizia penitenziaria andata a fuoco. Uno dei soggetti ha addirittura agito con il volto scoperto e sarebbe per giunta proprio quello che ha versato il liquido infiammabile con una bottiglia, per poi appiccare le fiamme.

E’ quanto si evince dopo la visione di alcuni filmati estrapolati da videocamere di sorveglianza, che hanno evidentemente immortalato le parti salienti dell’attentato in cui, nella notte fra il 23 e il 24 ottobre, è andata irrimediabilmente distrutta la Renault Scenic del 43enne nell’organico del corpo che sorveglia il carcere di Borgo San Nicola.

Il fatto è avvenuto a Merine, frazione di Lizzanello, in via Rucula. L’ardita azione, però, ha avuto alcuni imprevisti. Sembra, infatti, che colui il quale ha materialmente provocato l’attentato, sia rimasto bruciacchiato, dopo il terzo, maldestro tentativo di fila di appiccare le fiamme, quindi con l’ansia crescente di essere scoperto.

Una fiammata l’avrebbe investito al volto e alle braccia, provocando come minimo la bruciatura di sopracciglia e peli. La località è ben coperta da un sistema di videosorveglianza, perché nei pressi sorge la casa di riposo gestita dalla sorella dell’agente. Le immagini mostrano dunque due persone avvicinarsi a bordo di uno scooter Scarabeo, di colore chiaro.

Il giovane alla guida, vestito di scuro, minuto di corporatura, è forse meno identificabile perché non s’è mai tolto il casco. Privo di maggiori protezioni, invece apparirebbe il secondo, che nell’occasione indossava una felpa bianca e un cappello. Le immagini sono state acquisite dal reparto investigazioni scientifiche.

Sono stati anche setacciati gli ospedali di zona, qualora fosse arrivato qualcuno con ustioni, pur lievi, ma al momento non sono noti ulteriori particolari. Nulla esclude, però, che gli investigatori dell’Arma non riescano a risalire agli attentatori. Peraltro, il fatto che si siano mossi usando uno scooter, sembrerebbe suggerire che non possa trattarsi di persone che risiedono molto lontano. E se non sono proprio di Merine o Lizzanello, potrebbero comunque provenire da qualche altro comune vicino o dalla stessa città di Lecce.               

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