Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Auto, furgoni e chiavi: indietro col cavallo di ritorno

Fermo di polizia per Fernando Maniglia, 39anni, di Monteroni. E' accusato di ricettazione continuata e tentata estorsione. Tutto parte dalla denuncia di un artigiano a cui era stato rubato il furgone

SAN CESARIO DI LECCE - Tre autovetture e tre furgoni, tutti rubati. Mazzi di chiavi, quindici se ne contano solo di automobili, carte di identità, carte di circolazione, tagliandi di assicurazioni, telecomandi per l'apertura di cancelli elettrici, telefonini. E ancora comuni chiavi. Poi, una pistola giocatolo, due cappellini con visiera, guanti di lattice e nastro adesivo per imballaggi.

Quanto basta per inchiodare un volto non nuovo alle forze dell'ordine, Fernando Sergio Maniglia, 39anni, di Monteroni, ma residente a San Cesario. Per lui ora c'è il fermo di polizia giudiziaria. L'uomo è ritenuto dagli agenti del commissariato di Galatina, diretti da Giovanni Bono e dalla Mobile della Questura di Lecce, coordinata da Michele Abbenante , responsabile di ricettazione continuata e tentata estorsione.

Le indagini sono partite dalla denuncia per il furto del furgone aziendale subìto da un artigiano di Sogliano Cavour, il quale, dopo l'amara sorpresa, si è recato presso il commissariato di Galatina per denunciare la sparizione del suo Iveco Daily.

Ma gli investigatori hanno fiutato che dietro quel furto si sarebbe potuta nascondere una vera e propria attività estorsiva. Da qui sono partite immediatamente le indagini. La squadra mobile e gli agenti di polizia di Galatina, hanno puntato i riflettori proprio su Maniglia e su una serie di contatti che quest'ultimo aveva avuto con l'artigiano. Contatti che in realtà sembravano essere una contrattazione bella e buona, tra il fermato e la vittima a cui qualcuno aveva portato via il furgone, in altre parole tentate richieste col metodo del cosiddetto "cavallo di ritorno".

Non essendo, come detto, un volto nuovo alle forze dell'ordine, ieri la polizia ha deciso di intervenire. Gli investigatori si sono piazzati sotto l'abitazione e quando è arrivato con la moglie a bordo in un furgone Renault Cargo, è stata fermato e perquisito. Il mezzo è subito risultato rubato, a Melissano, e la polizia ha così proseguito con la perquisizione all'interno della sua abitazione. Lì è stata rinvenuta la chiave di accensione di un'altra autovettura. Quella chiave, come hanno verificato gli stessi agenti, guarda caso apriva una Alfa Romeo 147 parcheggiata proprio sotto casa dell'uomo, risultava rubata pure quella.

Al'interno del Renault Cargo su cui viaggiavano l'indagato e la moglie, intanto, la polizia ha trovato anche il telefono cellulare dell'artigiano a cui era stato fatto sparire l'Iveco Daily e la sua carta d'identità.

A quel punto Maniglia è stato condotto presso la sede della Questura di Lecce, dove è stato formalizzato il fermo per la tentata estorsione ai danni dell'artigiano di Sogliano Cavour. E nel frattempo l'uomo ha fatto recuperare alla polizia un altro furgone rubato, Fiat Doblò. All'interno del mezzo la polizia ha trovato due cappellini con visiera e una pistola giocattolo, molto simile ad une arma vera, guanti di lattice e nastro adesivo da imballaggio.


Ora gli investigatori stanno cercando la corrispondenza tra le chiavi delle case automobilistiche e i mezzi rubati. Inoltre si inizia a fare comparazioni tra i ritrovamenti e dei cappellini i fatti delittuosi verificatisi negli ultimi tempi in provincia di Lecce.

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