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Auto inesistenti in vendita e truffe sugli inserti di lavoro, spillano 8mila euro

Due siciliani e una napoletana denunciati dopo raggiri online per cifre notevoli. Le vittime salentine. In un caso una donna convinta a pagare penali da un finto ufficio legale

LECCE – Due frodi informatiche, una con la stessa tecnica di sempre, l’altra molto più articolata, ed entrambe – è quello che più colpisce - per cifre ragguardevoli, fino a un totale di quasi 8mila euro.  Non il solito iPhone, elettrodomestico od oggetto di consumo in genere, per costi variabili ma che non arrivano quasi mai alla soglia dei mille euro. Il tiro si sta alzando sempre più e adesso, sulle bacheche virtuali, i truffatori vanno sul pesante, anche con autovetture inesistenti o lucrando persino sulla necessità di lavoro di qualche malcapitato.  

In vendita due auto inesistenti

La prima storia nasce a Tiggiano e si sviluppa fino alla Sicilia, dove i carabinieri della stazione di Corsano, dipendente dalla compagnia di Tricase, hanno denunciato per truffa in concorso G.R., 36enne residente a Piedimonte Etneo (provincia di Catania), anche se domiciliato a Giardini Naxos (Messina) e B.S.A.J., 28enne di Mascali (Catania).

Un 47enne di Tiggiano era stato attratto da un’offerta succosa. I due hanno inserito su Subito.it un annuncio di vendita fittizio di due autovetture reduci da incidenti, una Lancia Y e una Fiat 500. Il tiggianese ha pensato bene di acquistarle entrambe (il prezzo richiesto, 3mila euro in totale), per poi evidentemente rimetterle a nuovo in proprio.

Preso contatto con i venditori e versati i soldi con bonifico bancario, il resto è facile intuirlo: le due autovetture non hanno mai fatto un solo passo dall’isola verso il Salento, probabilmente nemmeno esistendo. Inutile dire che ogni sollecito è stato impossibile, perché i due nel frattempo, intascate le somme, hanno fatto perdere ogni punto di riferimento. Per rintracciarli (e denunciarli) ci sono volute le indagini tecniche dei carabinieri.

Cerca lavoro, si ritrova a pagare

Ancora più articolata e se possibile, odiosa, la truffa messa a segno da C.R., una donna napoletana di 47 anni, che è riuscita a spillare a una salentina ben 4mila 980 euro, spacciandosi per un’addetta dell’ufficio legale del sito commerciale Vivastreet (i cui veri responsabili sono ovviamente ignari di tutto). E pensare che tutto nasce da una richiesta di lavoro. Vivastreet, infatti, consente di pubblicare annunci anche per offerte e domande occupazionali, stage e via dicendo.

Ebbene, dopo che una donna ha inserito il suo annuncio, la 47enne si è messa in contatto con lei, suggestionandola a tal punto da riuscire a farsi consegnare la cospicui somma in più tranche su carta Postepay.

Ma com’è stato possibile? In sostanza, ha millantato irregolarità, spiegando alla salentina che a causa dell’inserimento di dati errati nel sito, l’ufficio legale si vedeva costretta a farle pagare una penale; in caso contrario, si sarebbe proceduto con una causa in tribunale. Prospettando spese ancor più alte.  

Pur di evitare di finire davanti a un giudice, la donna ha così versato la somma richiesta, salvo poi capire dopo un po’ di tempo di essere stata letteralmente raggirata. Si è così rivolta ai carabinieri della stazione di Maglie, i quali sono riusciti a risalie alla 47enne di Napoli. Tramite i colleghi campani, si sta ora cercando di recuperare le somme.

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