Scovano auto rubata con motore acceso e spuntano scacciacani e manganello

Il Gps ha instradato gli agenti di polizia verso il luogo giusto. La vicenda è finita con una denuncia. Ma restano molto interrogativi

Il luogo dell'intervento della polizia.

LECCE –L’auto rubata era lì, ferma, a motore acceso, quando alle spalle della chiesa sono piombati gli agenti di polizia. Prima i “Nibbio” in moto, pochi istanti dopo gli altri delle volanti, in auto. Quello che forse ci si aspettava un po’ meno era di trovare anche una pistola scacciacani, un manganello telescopico e una calzamaglia. E le calzamaglie, indossate a mo’ di maschera, si sa, hanno il potere di distorcere i connotati fino a rendere quasi irriconoscibile un malintenzionato in caso di furto o rapina. Tutto sequestrato, ovviamente.

Una vicenda con molti lati oscuri

E’ una vicenda dai molti lati oscuri, quella avvenuta nei giorni scorsi, a Lecce. Alla fine è scattata una denuncia, a carico di un straniero di origine montenegrina. L’uomo risponde di ricettazione e di possesso di oggetti atti a offendere. Ma non c’è stato arresto. Portato in questura e sentito il pubblico ministero Carmen Ruggiero, si è optato per la denuncia.

E’ stato il dispositivo satellitare installato a bordo, come sempre più spesso avviene, a instradare la polizia sulle tracce di un veicolo rubato. In questo caso, una Jeep Cherokee, vecchio modello. Parcheggiato in viale della Libertà, poco prima della canalizzazione per piazza Palio, è “sparito” all’improvviso la mattina di lunedì. Ma è stato possibile tracciare il percorso via Gps e inviare i poliziotti nel luogo in cui, presumibilmente, si trovava. La jeep è stata così localizzata quasi alla fine di viale Taranto, nei pressi della parrocchia “Santa Maria della Pace”, nel rione Borgo Pace. E quando i poliziotti sono arrivati sul posto (poco dopo anche la squadra mobile), hanno notato nei pressi più persone.

Vicino c'erano più persone

WhatsApp Image 2018-06-04 at 11.27.07-5C’era una coppia residente in un comune vicino, a bordo di un’utilitaria. C’era un soggetto di Lecce. C’era il montenegrino. Nessuno era nell’auto, ferma a motore acceso, e tutti sono stati controllati. I due salentini, a quanto pare, annoveravano diversi precedenti, ma solo il montenegrino è stato notato pochi istanti prima allontanarsi dall’autovettura. Il magistrato ha quindi inteso procedere solo nei suoi confronti, atteso anche il rinvenimento della scacciacani  e del resto, oltre che delle testimonianze.

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Il mercato parallelo delle autovetture rubate è sempre vivo e florido, purtroppo, e lo sanno bene tutti coloro – e sono tanti – che ogni giorno vedono volatilizzarsi le loro autovetture, che scompaiono per sempre, come inghiottite nel nulla. Di solito vengono smontate e usate per pezzi di ricambio, ma in un caso come questo vi sono elementi che potrebbero far pensare a molte altre cose. Per esempio, all’ideazione di un furto o di una rapina in cui usare proprio un’auto di quella stazza. Solo ipotesi, ovviamente. La soddisfazione principale l’ha avuta senz’altro chi s’è visto restituire l’autovettura. Ma su tutto il resto della storia, si affastellano tanti punti interrogativi.

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