Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Ammanco da 135mila euro nella farmacia comunale, fissato l'abbreviato

La farmacia parte civile con gli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna. Nei confronti di Spano eseguito un sequestro preventivo

LECCE – Ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato Giuseppe Spano, implicato nella vicenda giudiziaria sull'ammanco da 135mila euro nella farmacia comunale di Nardò, di cui era ex presidente del Consiglio di amministrazione. L’udienza dinanzi al gip Michele Toriello è stata fissata al 27 settembre. La farmacia si è già costituita parte civile con gli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna. Spano è assistito dall’avvocato Tommaso Valente. La difesa dell’imputato ha evidenziato come nei confronti del suo assistito non possa essere contestato il reato di peculato, non trattandosi di un ente statale. Spano sarebbe inoltre affetto da ludopatia. Tesi che saranno affrontate e discusse nella prossima udienza.

Nei suoi confronti è stato eseguito un sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, del cinquanta per cento di un immobile a Nardò e di un’autovettura. Il gip Stefano Sernia ha emesso il decreto di sequestro su richiesta del procuratore aggiunto Antonio De Donno. La richiesta è giunta al termine di una capillare attività d’indagine compiuta dagli uomini della sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza di Lecce, guidati dal colonnello Francesco Mazzotta. Le fiamme gialle hanno eseguito una lunga serie di verifiche, riscontri, ascolti e acquisizioni.

Spano, 51enne neretino, ha confessato di aver preso i soldi e di averli spesi tutti in “gratta e vinci” e altre lotterie. Una confessione tra le lacrime al cospetto del colonnello Mazzotta e del procuratore aggiunto De Donno, titolare del procedimento per peculato. Proprio il fatto che il denaro sia “stato dilapidato in gratta e vinci” e che quindi sia irrecuperabile, ha spinto gli inquirenti a chiedere il sequestro per equivalente.

Una confessione cui è seguita una minuziosa attività d’indagine, per trovare riscontri ed elementi utili a stabilire quale sia l’esatto importo sottratto alle casse della farmacia comunale e la destinazione di quel denaro. Innanzitutto gli investigatori hanno sentito i titolari degli esercizi comunali dove sarebbero stati acquistati i tagliandi (moltissimi vista la cifra spesa). I finanzieri, inoltre, hanno passato al setaccio la vita dell’indagato: conti correnti, movimenti bancari e altro ancora.

I riscontri e le acquisizioni riguardano anche i registri contabili e tutte le carte relative alla gestione della farmacia. Secondo quanto riferito da Spano, gli ammanchi farebbero riferimento periodo tra febbraio e novembre del 2014. L’inchiesta è stata avviata a seguito di alcuni esposti, dopo che i revisori dei conti hanno evidenziato il “buco” finanziario e informato l’allora sindaco di Nardò, Marcello Risi. 

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