Lecce 2019, è già tempo di bilanci. Il sindaco Perrone: "Dobbiamo continuare il lavoro iniziato"

E' il giorno dei bilanci, dei ringraziamenti, dell'analisi e della malinconia per lo staff di Lecce 2019. Svanito di un soffio il traguardo di Capitale europea della cultura per il 2019, è già tempo di guardare avanti e di continuare il lavoro degli ultimi mesi, per evitare che le risorse messe in campo vadano perdute

LECCE – E’ il giorno dei bilanci, dei ringraziamenti, dell’analisi e della malinconia per lo staff di Lecce 2019. Svanito di un soffio il traguardo di Capitale europea della cultura per il 2019, con Matera che ha superato la concorrenza di Lecce, Perugia e Assisi, Cagliari, Siena e Ravenna, è già tempo di guardare avanti e di continuare comunque il lavoro degli ultimi mesi, per evitare che le grandi risorse messe in campo, sotto forma di investimenti, progetti, idee, laboratori e promozioni, vadano perdute. Il clima, però, è quello un po’ malinconico dei sogni divenuti in un istante illusioni.

E’ il sindaco Paolo Perrone, tra le mura antiche dell’ex convento dei Teatini, a sgomberare innanzitutto il campo da una voce circolata subito dopo la proclamazione della città lucana ma priva di fondamento: “Non è vero che Lecce non ha ricevuto alcun voto dai tredici giurati –, spiega il primo cittadino . Non esiste alcun verbale della votazione, si è proceduto a scrutinio segreto. Mancando l’unanimità ha prevalso la maggioranza dei voti, con Matera che ha conquistato sette preferenze, Lecce ne ha avute tre”. Una precisazione doverosa dopo le immancabili polemiche seguite all’annuncio del ministro Dario Franceschini. “Il Sud esce alla grande – ha commentato il sindaco Perrone – e questo ci rende orgogliosi, Matera ha vinto ma non possiamo dire che Lecce abbia perso”. Due le preferenze pr Siena, una per Ravenna.

Perrone ha voluto ringraziare tutti i cittadini del Salento (di Lecce e Brindisi) per l’impegno profuso in questa cavalcata che ha portato il capoluogo salentino tra le sette finaliste. Due città fuse intorno a un progetto importante, quello di costruire un’idea di sviluppo basata su un’idea di cultura. “E’ un nostro dovere – ha detto il sindaco – tutelare questo progetto. Senza titolo formale di capitale della cultura ognuno deve impegnarsi per fare qualcosa di più ed evitare che le energie messe in campo vadano sprecate”. Il primo cittadino ha poi voluto ringraziare le istituzioni: il Comune di Brindisi, con cui c’è stata una grande intesa e la Regione Puglia, che attraverso il governatore Vendola ha, nella fase finale, sostenuto la candidatura della città barocca. L’impegno è quello di continuare il lavoro iniziato: “Lecce e Matera lavoreranno insieme con progetti che interesseranno un’area più ampia. D’intesa con il ministro Francescchini lavoreremo per valorizzare le città finaliste”. Perrone ha poi voluto ringraziare gli imprenditori per il sostegno e il supporto economico, con loro si sono tracciate le linee guida per un futuro migliore.

Giuseppe Marchionna, vice sindaco di Brindisi, ha evidenziato come sostenere Lecce sia stata la dimostrazione che il Salento rappresenta un’unica regione, una realtà rilevante. “Dobbiamo fare tesoro degli errori – ha commentato Marchionna – concentrarci sulla fondazione Salento 2019 e prendere coscienza che siamo una realtà importante a livello europeo”.

Oggi siamo tristi, domani riposeremo e lunedì lavoreremo”, il commento di Airan Berg, direttore artistico della candidatura. Berg ha sottolineato come il progetto di Lecce 2019 abbia dimostrato che la gente può plasmare il futuro, e come questo territorio abbia un potenziale enorme. “I nostri progetti, basati su risorse modeste, non si fermeranno. Nessuna delle città ha utilizzato la candidatura come noi”. Berg ha poi voluto ringraziare tutti: “Da voi ho imparato molto”.

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Da lunedì dunque il capoluogo salentino riprenderà quella marcia verso il futuro che la proclamazione di Matera ha rallentato ma non interrotto. Sulla bilancia ci sono gli impegni sottoscritti da 33 imprenditori e sette associazioni di categoria, per investimenti pari a 2 milioni e mezzo di euro (solo tra il 2014 e il 2015). Anche da questo bisogna ripartire e dimostrare che la città vuole continuare a cambiare e a crescere. 

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