Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca Rudiae / Via Salvatore Nahi

Terrore nel negozio: entrano armati e appiccano fiamme. Fuggono e bruciano l'auto

Il raid in via Nahi. In due con passamontagna hanno devastato il negozio "Slendido splendente". Forse hanno esploso pistolettate. Scappati con una Panda rubata, è stata ritrovata distrutta in via Vecchia Copertino. Fra le piste quella di una ritorsione verso il padre della titolare, arrestato per droga

Un vigile del fuoco nel negozio devastato dalle fiamme.

LECCE – Un'azione simile, per temerarietà ed efferatezza, a Lecce forse nemmeno si ricorda. Plateale, pericoloso, distruttivo il raid messo a segno da due individui nel pieno della mattinata, intorno alle 11,20. Volti coperti da passamontagna, armati di pistola e bottiglia con benzina per non farsi mancare davvero nulla, hanno scatenato la loro furia all’interno di un negozio di detersivi in periferia.

I due sono entrati (meglio, hanno fatto irruzione) all’interno dell'attività commerciale “Slendido splendente”, al civico 41 di via Salvatore Nahi, e, senza pensarci due volte, davanti agli occhi attoniti della titolare, Miriam Marzano, appena 20 anni, hanno appiccato le fiamme. Inutile dire che così hanno scatenato un vero e proprio putiferio, perché in un negozio di quel genere tutto si può dire, tranne che mancassero oggetti infiammabili. 

Nel giro di pochi istanti, mentre la ragazza scappava imboccando una salvifica uscita sul retro, le lingue di fuoco hanno invaso tutto l’ambiente, arso ogni cosa, distrutto suppellettili e merce, e il fumo ha reso l'aria irrespirabile. Un piano tanto folle, quanto lucido, che ha rischiato di mettere in serio pericolo la stabilità di un’intera palazzina. 

I due malviventi, termina l'opera, sono subito fuggiti, forse facendosi largo a colpi di pistola in aria. Non c'è certezza sul dettaglio, perché, sebbene fossero armati, i "colpi" sentiti negli istanti successivi, potrebbero essere attribuibili a oggetti che nel frattempo esplodevano. Né sul posto sono stati trovati bossoli.

Ciò nulla toglie alla terrificante cornice da film western con ambientazione in un contesto contemporaneo che s'è venuta a creare. I danni sono difficili da quantificare, al momento, ma è chiaro che supereranno di gran lunga le decine di migliaia di euro.  

Tante sono state le chiamate giunte ai numeri d’emergenza delle varie forze dell’ordine. Fra i primi a intervenire, gli agenti delle volanti di polizia, ai quali è stata segnalata una Fiat Panda vecchio modello in fuga. E così, mentre in via Nahi, una zona caratterizzata da nuova espansione urbanistica alle spalle di via San Cesario (al confine con il rione Aria Sana), si sono catapultati i mezzi dei vigili del fuoco per spegnere l’incendio, alcune pattuglie si sono poste in cerca di quell’auto. 

La caccia all'uomo è stata ingaggiata subito. Le volanti si sono sparpagliate sul territorio, concentrandosi soprattutto sulle arterie periferiche (proprio come la strada per la vicina San Cesario di Lecce), immaginando che i malviventi dovessero essere subito fuggiti lontano dal capoluogo. 

L'auto, in effetti, è stata ritrovata circa un’ora dopo, nei pressi di un casolare abbandonato in via Vecchia Copertino, ma ormai completamente in fiamme. Inutile dire che gli attentatori si erano già dileguati chissà dove.

I malviventi, di certo, avevano studiato ogni passo molto bene. Non è stata un'iniziativa di sprovveduti. Hanno prima rubato quell’auto, di proprietà di un'anziana, la notte precedente a Copertino (intorno alle 3, in via Guglielmo Pepe), come verificato sul momento dalla lettura della targa, e l’hanno usata per un raid chiaramente pianificato da tempo.

Una volta messo in atto il diabolico piano, si può ipotizzare che abbiano scelto quel luogo non a caso, ma perché o lì erano attesi da un complice, oppure vi avevano lasciato un altro mezzo. Magari anche una moto. In ogni caso, un veicolo con targa “pulita” da usare per la fuga definitiva. 

Anche in via Vecchia Copetino, insieme alla polizia, sono intervenuti i pompieri, ma trovare nella Panda qualche traccia sarà molto difficile, perché il fuoco avrà cancellato eventuali impronte. Il fatto che l'auto sia stata rubata a Copertino e che proprio sulla strada secondaria per questo centro sia stata ritrovata in fiamme, sembrerebbe suggerire con troppa facilità che i soggetti possano essere di quell'area. Nulla vieta di pensare, in realtà, che possa trattarsi di un diversivo o che in zona possano aver avuto un appoggio, pur provenendo da altrove.  

In via Nahi, nel frattempo, è sopraggiunta anche la scientifica. Le indagini passano ora di mano alla squadra mobile. Saranno vagliati i sistemi di videosorveglianza di altre attività commerciali vicine, per cercare elementi utili, dettagli che possano permettere di identificare i due soggetti. 

La pista estorsiva è fra quelle che vengono subito alla mente. Da non escludere mai in queste situazioni. L’episodio, però, è stato talmente scenografico, quasi esibizionistico (e di certo anomalo), da far pensare a una ritorsione con un messaggio fra le righe diretto a qualcuno. 

A chi, allora? Una delle ipotesi investigative che accendono la spia verte sul padre della titolare. Si tratta di Fabio Marzano, 45enne, che nella zona dell’Aria Sana risiede. L’uomo è stato arrestato a metà settembre con il leccese Pierluigi Rollo, quest’ultimo 25enne. I due sono stati bloccati fra Cerano e Tuturano, in provincia di Brindisi, con un carico di eroina. Viaggiavano con un chilogrammo di stupefacente a bordo di una Golf Volkswagen. 

A fermarli, in quell’occasione, sono stati i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria. In casa di Rollo i militari hanno trovato anche un fucile a canne mozze con matricola abrasa e una pistola calibro 7.65, più un’arma da softair e diverse munizioni. Nel corso della successiva convalida dell’arresto, entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Marzano, al momento, è ancora in carcere.

Prima di quest’episodio, che l’ha riportato alla luce all’improvviso, per molto tempo non si era sentito parlare di lui. Negli anni ’90, però, è stato coinvolto in diverse indagini, sempre per droga, e, secondo gli inquirenti, almeno in passato è stato legato a particolari ambienti della criminalità locale. Terminato il periodo buio, della gioventù, una lunga parentesi di silenzio. Ora, l’arresto come presunto corriere di droga pesante e quest’attentato al locale. Sinistre sirene che le forze di polizia prendono con estrema serietà.  

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