Cronaca

Corruzione e peculato: chiesti 5 anni per l'ex rettore Limone

Pene per oltre un quarto di secolo sono state invocate dal pubblico ministero Marco d'Agostino nel processo che vede come imputati l'ex magnifico dell'ateneo salentino e altri otto imputati, fra cui compare anche il figlio

Il pm durante la requisitoria (foto LeccePrima, tutti i diritti riservati)

 

LECCE - Pene per oltre un quarto di secolo sono state invocate dal pubblico ministero Marco d'Agostino, al termine della lunga requisitoria del processo che si sta celebrando dinanzi ai giudici della seconda sezione penale (presidente Roberto Tanisi), che vede imputati, a vario titolo, l'ex rettore dell'Università del Salento Oronzo Limone, suo figlio Pierpaolo, ed altri sette imputati. L'accusa ha chiesto una condanna a 5 anni di reclusione per l'ex magnifico; 2 anni e mezzo per il figlio Pierpaolo Limone; 4 anni e mezzo per Gianfranco Madonna, ex capo di gabinetto dell'allora rettore; 3 anni e mezzo per il funzionario dell'Università Andrea Pasquino; 2 anni e mezzo per il fratello, l'architetto Luca Pasquino; 2 anni e mezzo per Massimo Leone; 3 anni per Luigi Carità e il dirigente del settore urbanistica del Comune di Lecce Raffaele Attisani. Chiesta l'assoluzione, invece, per Gaetano Carrozzo, difeso dall'avvocato Viola Messa, per cui era stato ipotizzato il reato di truffa in concorso con Madonna.
oronzo limone-3All'ex rettore vengono contestati i reati di corruzione e peculato, per una serie di spese personali sostenute con i soldi dell'Università (come un viaggio a Bologna per un importo pari a circa 500 euro, la spesa di mille euro per due cene, l'acquisto di un maxi schermo ed un impianto audio ad alta fedeltà per 3mila e 389 euro), tra cui la ristrutturazione dell'abitazione del figlio Pierpaolo nel centro storico di Lecce, i cui lavori, secondo l'accusa, sarebbero stati affidati all'architetto Luca Pasquino, che avrebbe ricevuto un compenso di 7mila euro lordi per uno studio commissionato dall'Ateneo salentino e mai completato.
All'ex rettore e ad Attisani viene contestato anche il reato di corruzione, per aver stipulato un contratto di collaborazione della durata di 4 mesi con il genero del dirigente in cambio di un permesso a costruire per lo spostamento di una struttura destinata alla scuola Isufi dall’area Ecotekne a quella del comparto 63, zona sottoposta a vincolo. L'udienza è stata aggiornata al prossimo 19 dicembre, data in cui toccherà alla difesa replicare. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati  Andrea Sambati, Gabriella Mastrolia, Angelo Pallara ed Ester Nemola.
 
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