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Auto senza benzina e copertura assicurativa, esecuzione penale verso il blocco

Le associazioni di categoria Cgil, Cisl e Confsal-Unsa, hanno indetto, su mandato dell'assemblea dei lavoratori, lo stato di agitazione del personale dell'ufficio esecuzione penale esterna di Lecce e Brindisi. Una decisione dettata dalle gravissime difficoltà lavorative

LECCE – Le associazioni di categoria Cgil, Cisl e Confsal-Unsa, hanno indetto, su mandato dell’assemblea dei lavoratori, lo stato di agitazione del personale dell’ufficio esecuzione penale esterna di Lecce e Brindisi. Una decisione dettata dalle gravissime difficoltà lavorative e organizzative, che si ripercuotono anche sull’efficienza del lavoro della magistratura e quindi sulla situazione dell'utenza e dei cittadini tutti.

L’Uepe segue e controlla le persone condannate, sia detenute, sia ai domiciliari, sia in affidamento ai servizi sociali. Tale attività è essenziale per la verifica dei comportamenti degli interessati, garantendo maggior sicurezza alla società e consentendo nello stesso tempo un oggettivo risparmio, anche economico, rispetto alla detenzione in carcere.

Il lavoro dell’assistente sociale Uepe si svolge soprattutto sul territorio, ma è attualmente ostacolato e fortemente rallentato dalla carenza di auto di servizio, di conducenti, di risorse economiche per il carburante e per l’eventuale lavoro straordinario per assistenti sociali e polizia penitenziaria alla guida, nonché dalla mancanza persino di copertura assicurativa.

A dicembre scorso, infatti, sono scadute le polizze Kasko delle due auto civili utilizzate dagli assistenti sociali che, pur non obbligati a farlo, si prestavano a guidarle a loro rischio e pericolo, al fine di non bloccare i servizi.

Al riguardo, il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, su sollecitazione dei sindacati, ha confermato la limitatezza delle risorse, invitando il personale a utilizzare le auto con la semplice copertura Rc auto, che copre solo parte dei rischi, (non furto e incendio, e nemmeno l’eventuale perdita di punti o ritiro di patente) o, in subordine, di utilizzare i mezzi pubblici.

Per di più, contraddicendo la normativa vigente, le assistenti sociali sono obbligate con ordine di servizio ad anticipare personalmente il 100 per cento delle spese delle trasferte con mezzo pubblico da Lecce verso tutte le località della provincia, con la promessa che saranno rimborsate mensilmente, e ovviamente solo se vi saranno fondi disponibili.

Le associazioni di categoria denunciano sia l’assoluta inadeguatezza dei fondi stanziati (solo 300 euro) per i biglietti degli spostamenti in Lecce e provincia; sia, soprattutto, il drastico calo di produttività causato dall’utilizzo dei mezzi pubblici. Inoltre, molti assistiti risiedono ben fuori dai centri abitati, e sono quindi irraggiungibili. Disservizi che si ripercuotono sull’attività della magistratura ordinaria e di sorveglianza, i cui atti sono legati all'attività e alle relazioni dell’Uepe.

Cgil, Cisl e Confsal-Unsa evidenziano come ogni disservizio, ritardo e arretrato che potrebbe crearsi, non sarà attribuibile ai dipendenti. 

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