Cronaca Centro / cesare di palma

Torna con il vigile per contestare una multa e trovano il ladro nell'automobile

Paradossale vicenda in via Di Palma. Una donna ha notato la contravvenzione sulla sua C3 ed è andata a lamentarsi presso un agente di polizia locale. Ma proprio mentre tornavano sul posto, hanno scoperto un intruso nel veicolo. L'agente l'ha immediatamente bloccato. Poi, il supporto delle volanti

LECCE - Parigi val bene una messa. Chi ha detto che una bella multa, di tanto in tanto, non possa essere in qualche modo salutare? E' proprio grazie a una contravvenzione, anche se in maniera del tutto involontaria, quasi da sfiorare il grottesco, che è stato fermato un ladro. Si era infilato di soppiatto in un'auto. In arresto è così finito Georgi Metoviev, 31enne cittadino bulgaro. Tutto in pochi istanti, per una storia che sembra quasi uno sketch, visto com'è nata e s'è sviluppata in maniera davvero inaspettata.

Cronaca di una mattinata rocambolesca, che LeccePrima ha potuto raccontare fin dalle prime fasi in diretta. Un articolo in tempo reale, per aver un cronista assistito in maniera fortuita al fermo dell'uomo. Quando il caso vuole che oltre a un tutore dell'ordine nelle vicinanze vi sia anche un rappresentante della stampa.

Il malintenzionato, dunque, che poi si sarebbe scoperto essere un cittadino straniero, è stato bloccato con prontezza a dir poco assoluta da un agente di polizia locale (visibile nella foto, alle spalle della volante di polizia, Ndr) proprio qualche istante dopo aver forzato il nottolino dello sportello di una Citroen C3 nera, ed essersi infilato dentro. L'auto era posteggiata in via Cosimo Di Palma, traversa di via Salandra. Dunque, non lontano da piazza Mazzini.

Per il ladro era davvero la giornata no. Ha deciso di passare all'azione nel momento peggiore in assoluto, non sapendo evidentemente che la proprietaria dell'auto era nei paraggi e che, proprio in quegli istanti, era andata in cerca di un ausiliaro del traffico o di un vigile. Qualcuno, insomma, a cui chiedere ragioni di una multa appena ricevuta.

La donna aveva parcheggiato la C3 in un punto in cui imperano le strisce blu. Un ausiliario, dunque, deve aver rilevato la scadenza dell'orario sul grattino, elevando un verbale, lasciato come di consueto fra tergicristalli e parabrezza. Appena la proprietaria è ritornata , però, dopo aver notato la contravvenzione, è andata subito in cerca di qualcuno per porgere le sue rimostranze e chiedere chiarimenti.

Non lontano da lì ha scorto un agente di polizia locale e s'è subito avvicinata. Non sapeva certo che quell'uomo in divisa sarebbe stato il suo angelo custode. Perché quando i due hanno fatto la strada a ritroso, ecco la seconda "novità" in agguato, e decisamente peggiore di una comune multa: nell'abitacolo della C3 c'era un intruso.

Questi non deve aver creduto a sua volta ai proprio occhi, quando gli si è parato davanti l'agente. E non ha nemmeno avuto il tempo di abbozzare una vera e propria fuga. L'agente di polizia locale, infatti, non ci ha pensato sopra un solo istante. Ha bloccato lo straniero contro la saracinesca abbassata di un negozio ed ha atteso che arrivassero rinforzi.

La proprietaria dell'auto, infatti, ha composto subito il 113 e sul posto in pochi secondi si sono fiondate due volanti di polizia della questura di Lecce, che si trovavano in quel momento di pattuglia nelle vie del centro cittadino. Il bulgaro è quindi stato prima condotto nel comando di polizia locale viale Rossini, In seguito è stato trasportato in questura per i rilievi fotodattiloscopici. Sentito il pm di turno, Giuseppe Capoccia, è stato dichiarato in arresto per tentato furto aggravato e condotto nel carcere di Lecce.

Addosso il 31enne aveva anche un orologio di valore, mille e 300 euro in contanti e un telefono cellulare. Tutti oggetti che sono stati sequestrati, in attesa di capire se siano provento di altri furti. L'aspetto peculiare è che Metoviev non ha domicilio in Italia. Risulta residente a Sofia.

Agli agenti della polizia locale ha rilasciato dichiarazioni vaghe, spiegando di essere di passaggio a Lecce, in attesa di alcuni amici con cui poi spostarsi verso la Calabria. In effetti, è vero che non sia persona abituale del capoluogo salentino, perché fino a questa mattina risultava aver preso alloggio in una stanza di un hotel della periferia.

Sebbene non si possa ovviamente fare un processo alle intenzioni, il sospetto è che quell'auto potesse servire per mettere a segno qualche altro crimine. Comunque stiano le cose, ogni piano è miseramente fallito. Grazie a un grattino scaduto.  

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