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Martedì, 18 Giugno 2024
Al lavoro i carabinieri. Sul Pollino si cerca anche lo zaino

Autopsia sul corpo del medico: ematoma e acqua nei polmoni. Indagini su telefono e in casa

L’ispezione cadaverica sul corpo di Lucio Petronio ha evidenziato ferite compatibili con una caduta sulle rocce e la morte per annegamento. La procura di Lagonegro ha disposto accertamenti sul cellulare e il sequestro probatorio per l’abitazione di via Rapolla

LECCE – Trovata acqua nei polmoni e riscontrato anche un ematoma sul viso, compatibile con un evento traumatico legato ad una caduta sulle rocce. Sono queste le prime indicazioni emerse dall’autopsia svolta dal medico legale, Adamo Maiese, nell’ospedale di Lagonegro sul corpo di Lucio Petronio, il 70enne psichiatra leccese trovato senza vita nei pressi delle sorgenti del Frido a Mezzana di San Severino Lucano, sul Pollino.

La morte sarebbe dunque avvenuta con molta probabilità per annegamento, anche se ulteriori accertamenti sono ancora in corso in attesa di conoscere anche gli esiti degli approfondimenti istologico e tossicologici. La salma è stata ora restituita alla disponibilità della famiglia, ma ancora si deve definire la data di svolgimento dei funerali.

Contestualmente proseguono le indagini sull’episodio che ha portato alla morte dell’ex dirigente del Centro di salute mentale di Lecce, che si trovava nel Parco del Pollino insieme al figlio con il quale stava facendo trekking, attività che praticava con molta passione e di cui era esperto. La procura presso il tribunale di Lagonegro, proprio al fine di effettuare l’autopsia e avviare gli accertamenti investigativi sulla vicenda, ha aperto un fascicolo d’inchiesta. Le indagini sono state affidate ai carabinieri della Compagnia di Senise.

Stando a quanto è emerso al momento, dall’ispezione cadaverica di ieri mattina sul corpo dell’uomo non sono emersi segni sospetti di traumi o di violenza. L’ipotesi al momento più accreditata resta quella della morte per annegamento. Ma pur nel più stretto riserbo investigatori e inquirenti continuano a vagliare tutte le ipotesi, oltre a quella del possibile malore o incidente durante l’escursione in montagna.

Per questo la procura lucana ha disposto gli ulteriori accertamenti tecnici sul cellulare di Petronio, ritrovato dopo venti ore dall’avvio delle ricerche dagli uomini del soccorso alpino, ed è stato disposto anche un sequestro probatorio anche dell’abitazione del medico, in via Rapolla nel capoluogo salentino, al fine di poter effettuare ulteriori accertamenti o ricercare eventuali elementi di prova. Un atto dovuto per poter ricostruire tutto lo scenario della vicenda, fanno sapere fonti investigative lucane.  

             Le fasi di recupero del soccorso alpino 

Il ritrovamento del corpo del medico leccese è avvenuto nel primo pomeriggio di martedì nel territorio di San Severino Lucano (presso la frazione di Mezzana Salice), in un luogo abbastanza distante, circa otto chilometri, dalla zona indicata come teatro dell’escursione, tra il santuario della Madonna del Pollino, che si trova a mille e 530 metri di altitudine e Serra Crispo, il cui punto più elevato è a quota 2mila e 50 metri circa.

Dal punto in alta quota in cui è stato rinvenuto il cellulare al punto del ritrovamento del corpo senza vita il collegamento non è agevole, ma nemmeno impossibile, atteso che esistono dei sentieri non tracciati che seguono il torrente.

Le ricerche, coordinate dal Soccorso Alpino e speleologico della Basilicata, della Calabria e della Puglia sono state compiute con i vigili del fuoco, carabinieri forestali, mezzi aerei e terrestri, con l'ausilio dei cani molecolari, sono andate avanti per circa cinque giorni. Dopo la localizzazione dei militari forestali dell’Arma, il corpo è stato recuperato dal soccorso alpino e dai tecnici della Stazione Alpina Pollino e trasportato tramite una speciale barella da forra fino alla strada.

Il professionista leccese è stato trovato senza occhiali da vista, il che avrebbe peggiorato ancor più il suo stato di disorientamento, ma potrebbe anche averli persi a seguito di una caduta. Indossava inoltre un k-way sul giubbotto.

Quindi, forse, quando è giunta la pioggia che è caduta nei giorni scorsi nella zona, era probabilmente ancora vivo. Altra possibilità è che Petronio si fosse incamminato lungo il torrente per poter giungere a valle ma, proprio a causa della pioggia, potrebbe essere scivolato, oppure esser stato trascinato dall'acqua per un eventuale rigonfiamento del torrente della Valle del Frido. Ulteriori ricerche nella zona sono mirate  a ritrovare anche lo zaino che il medico aveva con se alla partenza dell’escursione.    

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