Cronaca

Cadavere scoperto in strada, l'autopsia conferma la morte per overdose

E' stata una dose letale di droga a provocare la morte di Giovanni Ruggiero, il 25enne originario di San Vito dei Normanni, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto dai carabinieri domenica mattina in via Giustino de Iacobis

L'ospedale "Vito Fazzi"

LECCE – E’ stata quasi certamente un’overdose a provocare la morte di Giovanni Ruggiero, il 25enne originario di San Vito dei Normanni, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto, riverso sul marciapiede, domenica mattina, nel tratto finale di via Giustino de Iacobis, nella zona della chiesa di Santa Maria dell'Idria. A stabilirlo l’autopsia eseguita in mattinata dal medico legale Roberto Vaglio, ora bisognerà attendere l’esito degli esami tossicologici e istologici per avere la conferma della diagnosi della morte.

I carabinieri, giunti sul posto dopo essere stati allertati da una segnalazione, sono risaliti alla sua identità attraverso le impronte digitali. La comparazione dei rilievi dattiloscopici nel sistema Afis (acronimo di Automated fingerprint identification system ossia Sistema automatizzato di identificazione delle impronte) ha permesso di svelare il mistero legato alla sua identità. Il 25enne, infatti, non aveva con sé alcun documento al momento del ritrovamento, e non era nell'elenco delle persone scomparse. Le sue impronte erano state inserite nel database nel 2004, quando Ruggiero era stato indagato per reati riguardanti gli stupefacenti.

L’identificazione e l’autopsia non hanno, però, svelato il mistero attorno alla morte dell’uomo. Secondo i primi riscontri e l’ispezione cadaverica esterna, infatti, Giovanni Ruggiero era morto almeno 48 ore prima del ritrovamento da parte dei militari dell’Arma, accanto ad un muretto che delimita la strada dal passaggio dei binari ferroviari. Le indagini degli uomini del comando provinciale dei carabinieri di Lecce, dovranno ora ricostruire come e perché un ragazzo di soli 25 anni abbia trovato la morte in una strada ai margini del rione San Pio di Lecce. Bisognerà poi stabilire se Ruggiero abbia raggiunto da solo la periferia del capoluogo salentino o in compagnia di qualcuno che l’ha abbandonato al suo triste destino.

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