Trovata morta nel suo letto, l’autopsia: “Nessun segno di difesa”

L'esito dell'esame necroscopico eseguito in mattinata sul corpo di Marianna Greco non ha aggiunto nulla di nuovo al primo esame eseguito tre anni fa: uccisa da quattro coltellate alla gola e nessuna lesione da difesa

LECCE - Nessuna novità è emersa dall’autopsia, la seconda, eseguita oggi sul corpo di Marianna Greco, la 37enne che tre anni fa fu trovata sul letto della sua stanza con quattro coltellate alla gola. L’esame ha confermato i tagli ma anche l’assenza di lesioni sul corpo che possano far pensare a un tentativo di difesa da parte della donna, accreditando la tesi che sia stata uccisa come ritengono i familiari.

L’esame necroscopico è stato eseguito in mattinata dal medico legale Roberto Vaglio, lo stesso consulente che svolse i primi accertamenti, in base ai quali il caso fu chiuso come suicidio.

Insomma, le conclusioni dell’esperto (affiancato dal professore Francesco Introna), sono le stesse di allora: nessuna lesione da difesa (tagli, ecchimosi, graffi) sono stati individuati né sulle mani, né sugli avambracci.

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La madre Luisa Metrangolo, il padre Francesco e la sorella Giovanna (assistiti dagli avvocati Francesca Conte e Francesco Tobia Caputo) non hanno mai creduto alla possibilità che Marianna si fosse procurata quelle ferite alla gola da sola e proprio per fugare ogni dubbio che il pubblico ministero Stefania Mininni ha disposto nuovi accertamenti, indagando per omicidio il marito Emanuele Montinaro, 43 anni, di Campi Salentina.  Inizialmente il reato ipotizzato nei suoi riguardi era di istigazione al suicidio, poi modificato dal magistrato proprio per consentire all’uomo (assistito dagli avvocati Antonio De Mauro e Luigi Rella) di partecipare all’autopsia attraverso un proprio consulente.

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